MESSINA. «La denuncia di una donna che a Palermo non ha potuto accedere all’interruzione volontaria di gravidanza al Policlinico non è un caso isolato: è il sintomo di un diritto costituzionale svuotato dall’interno, dove la Legge 194 resta sulla carta ma viene resa inapplicabile nei fatti». Così, in una nota, Palmira Mancuso di Più Europa, che interviene sulla situazione in Sicilia, fra liste d’attesa infinite, rinvii, spostamenti tra ospedali e la soluzione costosa del privato, «con l’aggravante della discriminazione economica di chi non può permettersi di “comprarsi” un diritto».
I dati regionali (aggiornati al 2022) parlano di percentuali fra l’80,6% e l’81,5% di obiettori fra i ginecologi (una delle percentuali più alte d’Italia): una situazione che si ripercuote anche sui medici non obiettori, schiacciati giocoforza da turni massacranti e impossibilitati a svolgere la professione nella sua completezza. In molti ospedali, inoltre, l’IVG è garantita da un solo medico: «Se va in ferie, in malattia o in pensione, il servizio scompare», dice Mancuso.
«Secondo la relazione ministeriale sulla Legge 194 – spiega la politica messinese – in Sicilia solo 26 delle 55 strutture con reparto di ostetricia e ginecologia garantiscono l’IVG: appena il 47,3%, contro il 61,1% della media nazionale». Eppure la Legge 194 esclude l’“obiezione di struttura”: «Gli ospedali pubblici hanno il dovere di assicurare l’accesso all’IVG. Tuttavia, la Regione Siciliana e l’Assessorato alla Salute continuano a non garantire il personale necessario, lasciando che l’alta percentuale di obiettori si traduca in una di fatto impossibilità di erogare il servizio»
«Nel 2025 – prosegue Palmira Mancuso – l’Ars ha approvato una norma che prevedeva concorsi riservati per assumere medici non obiettori nelle aziende dove mancassero, ma il Governo ha sollevato profili di incostituzionalità, bloccando di fatto l’applicazione. Il risultato è che il diritto resta teorico mentre le donne pagano il prezzo concreto. Fino a quando le istituzioni rimarranno latitanti di fronte al collasso della sanità siciliana, preferendo le logiche elettorali ai diritti costituzionali delle donne?».
Fra le richieste dell’esponente di Più Europa: garantire in ogni presidio pubblico almeno un team di medici non obiettori; pianificare assunzioni e concorsi dedicati, anche in deroga temporanea, per coprire i vuoti organizzativi; monitorare e rendere pubblici i tempi di attesa e i dinieghi per IVG.
«Più Europa Sicilia chiede all’Assessorato regionale alla Salute e alla Presidenza della Regione di intervenire con urgenza per rendere effettivo il diritto all’aborto previsto dalla Legge 194, perché nessun diritto è tale se non è esercitabile da tutte, indipendentemente dal reddito e dal luogo di residenza».





