MESSINA. Si appresta a cambiare volto (ancora) il “salotto buono” di Messina, con il restyling ancora in divenire del viale San Martino e di piazza Cairoli, che diventerà una “piazza” a tutti gli effetti anche lato Oviesse, con l’estensione della pavimentazione di via Giordano Bruno, proprio come avvenuto nella parte antistante il bar Irrera. In attesa degli interventi a piazza Stazione e del ritorno del tram (ormai in stand by dal 17 marzo del 2025), l’Atm e l’impresa Ingegneria Costruzioni Colombrita S.r.l. (ditta che si sta occupando dell’ammodernamento della linea tranviaria) saranno alle prese con la dismissione della “tarigghia”, amata, odiata e parodiata costruzione in ferro che da più di un quarto di secolo troneggia sulle teste dei messinesi.
Realizzata a cavallo fra le fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000, la struttura venne concepita come parte integrante del grande progetto di restyling urbano ideato per accogliere la nuova linea tranviaria, entrata ufficialmente in funzione il 3 aprile 2003, introducendo un design contemporaneo che includeva anche una fontana policromatica e la pavimentazione in legno Iroko (poi rimossa).
I tempi? Brevi. Scartata l’ipotesi di restyling (fra le idee al vaglio, poco più che suggestioni, c’era anche la realizzazione di una terrazza panoramica a metà altezza, o un’istallazione verde con un “giardino verticale”), la controversa installazione verrà dismessa nei prossimi mesi.
A intervenire sulle sorti della tarigghia, lo scorso giugno, era stata Rinascita Messina, che si era opposta alla demolizione, proponendo un concorso di progettazione per un’adeguata valorizzazione.




