MESSINA. Dopo l’ennesimo annuncio dell’avvio dei cantieri del ponte sullo Stretto di Messina da parte del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, tornano dubbi, interrogativi e perplessità sul parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che ha stabilito che si può procedere alla fase esecutiva della progettazione, a patto però che si rispettino oltre cento prescrizioni, alcune di una certa importanza, tra la “fase a” e la “fase b” della stesura dell’esecutivo (qui l’articolo).

A spiegare le implicazioni delle prescrizioni è intervenuto Antonino Risitano, professore ordinario di Disegno e Metodi dell’Ingegneria Industriale presso l’università di Catania, che ha più volte criticato diversi aspetti progettuali del ponte (pur non dichiarandosi mai contrario all’opera). Di seguito il suo contributo

“Una lettura del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP), mette subito in evidenza che il Progetto definitivo approvato dalla Società Stretto Di Messina nel febbraio 2024, non aveva nessuna caratteristica per essere definito Progetto Definitivo PD. Le prescrizioni e le raccomandazioni, sono talmente tanti che fanno subito pensare che il primo parere dello stesso Organismo Collegiale del 1997 era stato quasi delicato su un progetto che, tutto sommato, da quella data non aveva subito modifiche e aggiunte tecniche significative.

Le 11 prescrizioni del parere del 1997 vengono confermate, le 68 raccomandazioni del Comitato scientifico vengono recepite. Il parere integra molto e dà, in certi casi, indicazioni precise su attività di ricerca, modellistica e sperimentazione.

Nella relazione per il Progetto Esecutivo “PE” si forniscono prescrizioni relative alla Fase A, che devono intendersi propedeutiche rispetto a quelle previste nella Fase B. Ciò significa che non si può andare avanti nella progettazione ESECUTIVA se non prima si verifica la possibilità reale di proseguire nella progettazione stessa. Pertanto, le prescrizioni o raccomandazioni appartenenti alla fase A definiscono il progetto ancora come non definitivo. Un equivalente del progetto di Massima con riferimento al codice degli Appalti precedenti all’ultimo del 2023.

L’analisi dettagliata di tutti gli argomenti, formulata pur mostrando in alcuni casi una “delicatezza” nei confronti del progettista, risulta comunque molto impegnativa per SDM e sicuramente più impegnativa di quanto non lo fosse quella del 1997. Se dovessi essere critico direi che è talmente impegnativa che sembra addirittura una bocciatura del lavoro fino ad ora eseguito in quasi 50 anni di tentativi di spingere questo progetto a campata unica.

Nella relazione del CSLLPP i problemi evidenziati da esperti quali i professori Mazzolani, De Miranda, Rizzo (ovviamente e giustamente non nominati) per quanto riguarda il problema della situazione geologica e della percorribilità di treni viene analizzata e vengono indicate attività integrative con modellazioni numeriche, attività di ricerca e indagini sperimentale. La stessa cosa si può dire per le osservazioni dell’ingegnere Codacci Pisanelli e per le mie note sui cavi (prove di fatica, prove di fatica da fretting, coefficienti di sicurezza e acciai)

Le problematiche sul sistema di sospensione, delle analisi aerostatiche e sperimentazioni integrative, già segnalate nelle raccomandazioni del CS, vengono esaminate e quasi sempre integrate. Raccomandazioni vengono formulate relativamente agli spettri di carico del vento mettendo in evidenza la necessita di raccolta dati visto le problematiche che presenza la conformazione dello stretto.

In realtà, la commissione con oltre 100 tecnici fra commissari e elementi di supporto alla commissione (35), ha valutato il progetto definitivo approvato nel 2024 senza tener conto di eventuali segnalazioni o comunicazioni forniti alla stessa nel periodo che va dalla approvazione ad oggi. Tala osservazione nasce da quanto relazionato per il sistema di sospensione e per i cavi principali. Infatti, proprio per i cavi, assieme a tutta le relazioni VIA VAS fatte pervenire al CIPESS fino alla Corte dei Conti, avevo inviato una nota sull’esecuzione in corso di prove di fatica da fretting sui cavi principali. Di essa non si è tenuto conto, ma si sono esaminati i cavi da progetto con carico di rottura R= 1960 Mpa. Rimane in sospeso ancora il risultato di quelle prove che potrebbero imporre il passaggio ad altri acciai, ad altre campagne di prova, proprio in questa fase. Praticamente subito.

A parere di chi scrive, ancora una volta non si è voluto ufficialmente analizzare il problema dei materiali oggi a disposizione (acciai) propedeutica a tutte le attività di progettazione elencate nelle 353 pagine. Anche se in punta di piedi si è accennato non si è potuto non riconoscere che la verifica di resistenza a fatica dei componenti più sollecitati della struttura deve precedere qualsiasi attività progettuale. Il sistema di sostentamento di tutta la struttura, con i cavi a fili paralleli, di dimensioni di 1.26 m, accoppiati, viene riconosciuta per la lunghezza del ponte (3.300 m) unica e deve essere trattato, in fase iniziale, addirittura prima della fase A del progetto esecutivo con “modelli teorici più accurati e prove sperimentali specifiche”.

La modifica del sistema di appoggio comporta in ogni caso problemi di fatica e di fatica da fretting non solo nei cavi principali, ma in tutti i componenti che del sistema di sospensione fanno parte (selle, deviatori, attacchi pendini). Non manca poi la critica a questi particolari argomenti strutturali per i quali “le valutazioni del progetto definitivo erano basate su formulazioni analitiche approssimate e che, per il progetto esecutivo (Fase A) servono modelli teorici più accurati e prove sperimentali specifiche. E ancora, “Prima di procedere alla progettazione esecutiva devono essere risolte le incertezze sulle azioni dinamiche del vento sui due cavi e sui pendini, con campagne sperimentali dedicate”.

È chiaro che dalla mia analisi rimane il concetto di base che in più di tre anni e mezzo avevo sostenuto. Necessità di analisi specifiche e caratterizzazione a fatica dei componenti il sistema di sostentamento, cavi principali per primi. I cavi rappresentano il cuore della struttura e se non si ha certezze dei materiali con cui vengono costituiti e, quindi, della loro relativa resistenza e idoneità, il resto e le critiche al resto, rimane importante, ma meno essenziale. In altre parole, in una scala di priorità i cavi di sostentamento di tutta la struttura, sicuramente, debbono essere messi al primo posto e con una frase già adottata, bisogna verificare se “i cavi non tengono”.

In sintesi, premesso che la fase A è quella propedeutica all’avvio, per ciascuna tipologia di attività da elaborare, per poter arrivare al progetto esecutivo (fase B). Le tantissime prescrizioni e raccomandazioni della fase A, di fatto, declassano il progetto da progetto Definitivo a progetto di Massima.

Le prescrizioni relativi agli acciai del sistema di sospensione (cavi principali in primis) rigidamente raccomandate addirittura prima della fase A, anche se in modo “delicato”, mettono in evidenza le lacune segnalate già da CS nelle 68 raccomandazioni e la necessità di non andare avanti se non prima si è verificata con sperimentazione e modellazione adeguata la risposta alle necessità di utilizzo del ponte. In altre parole, di operare verifiche di resistenza adeguate (a fatica, a fatica da fretting e statiche nei punti più sollecitati e critici).

Un elaborato formulato da circa 130 tecnici che diventa molto più ghigliottina del parere del 1997 rilasciato dalla stessa Istituzione. Le 100 e più fra raccomandazioni e prescrizioni non pongono soli problemi tecnici, ma anche economici; tenuto conto che l’impegno stimato era di 13.5 miliardi quasi 5 anni addietro, le attività richieste e gli adeguamenti, visti anche gli incrementi sostanziali dei “prezzi unitari”, comporteranno altri impegni di spesa che porteranno il costo dell’opera a oltre quel 50% limite.

Quindi, Nuova gara?  Sarà la Corte dei Conti a valutare. A noi rimane la soddisfazione del nostro lavoro corretto ed equilibrato. Una critica costruttiva non sempre leggera, ma nella stessa direzione in cui oggi il CSLLPP si è mosso.

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments