MESSINA. Sono Pietro Leone, Alessandro Panarello e Pasquale D’Alì i tre destinatari dell’avviso di garanzia da parte della procura messinese, guidata da Antonio D’Amato, che sta conducendo le indagini per stabilire le cause del crollo della palazzina di Pistunina e se ci siano eventuali comportamenti o negligenze nella committenza, progettazione ed esecuzione dei lavori nei locali della palazzina crollata, che potrebbero aver portato alla tragedia.
Pietro leone è un ingegnere e progettista (parente della famiglia Leone, proprietaria dello stabile, a cui appartenevano due delle vittime finora ritrovate) , Alessandro Panarello è il titolare dell’azienda che aveva in affitto l’intero piano terra in cui sarebbe dovuta sorgere una struttura di grande distribuzione alimentare, Pasquale D’Alì è il titolare dell’impresa che stava eseguendo i lavori nei locali al piano terra. Sia Panarello che D’Alì erano all’interno dei locali quando i solai hanno iniziato a cedere, e sono riusciti a mettersi in salvo, benchè feriti: Panarello in maniera lieve, ed è stato subito dimesso nelle ore successive alla tragedia, mentre D’Alì ha subito un trauma esteso al volto per il quale è stato ricoverato in attesa di un intervento.
Le ipotesi di reato su cui la Procura indaga sono di “omicidio colposo” plurimo”, “rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”, e “delitti colposi di danno”. I tre indagati saranno sentiti dal pubblico ministero la prossima settimana.
In Procura, consapevoli dell’emotività che ammanta la faccenda, hanno specificato a chiare lettere in un comunicato che l’avviso di garanzia è la fase iniziale di un’inchiesta e non è un’attribuzione di colpevolezza: “In questa fase investigativa, primario e doveroso compito di questa Procura della Repubblica è quello di assicurare l’acquisizione genuina delle fonti di prova, volte a ricostruire la dinamica del crollo e a risalire alle responsabilità individuali, anche nell’interesse degli stessi indagati. Difatti, i predetti atti si inseriscono nella fase iniziale delle indagini preliminari e non comportano l’attribuzione di alcuna responsabilità”.

