MESSINA. Tentava di introdurre droga e telefoni cellulari all’interno della casa circondariale di Gazzi, ma il suo volo è stato interrotto dagli agenti della Polizia Penitenziaria. L’episodio si è verificato nella serata di venerdì a Messina, quando un drone è stato individuato mentre sorvolava l’area esterna del reparto detenuti.
Secondo quanto ricostruito, il velivolo trasportava un involucro contenente diversi telefoni cellulari, batterie e una quantità di sostanza stupefacente destinata, presumibilmente, ad alcuni detenuti dell’istituto. Gli agenti sono riusciti a intercettare il drone prima che completasse la consegna, sequestrando il materiale trasportato.
A rendere nota l’operazione è il Sindacato Nazionale Autonomo Polizia Penitenziaria (S.N.A.P.P.), che evidenzia come l’intervento rappresenti un importante risultato nella lotta ai tentativi di introdurre oggetti e sostanze proibite all’interno delle carceri.
Il segretario provinciale del sindacato, Giovanni Strintolo, sottolinea come l’episodio confermi l’impegno quotidiano del personale penitenziario nel garantire sicurezza e legalità, nonostante le difficoltà legate alla carenza di organico e alle condizioni operative spesso complesse. Negli ultimi anni, spiegano dal sindacato, il ricorso ai droni per il trasporto di cellulari e sostanze stupefacenti verso gli istituti di pena è diventato un fenomeno sempre più frequente, imponendo un costante innalzamento delle misure di controllo e vigilanza. Sulla vicenda interviene anche il segretario regionale del S.N.A.P.P., Giovanni Spanò, che richiama l’attenzione sulla necessità di rafforzare gli organici della Polizia Penitenziaria e di continuare a investire nella sicurezza degli istituti. Il sindacato esprime infine apprezzamento per il personale in servizio nel carcere di Gazzi, protagonista dell’operazione che ha impedito l’ingresso del materiale illecito all’interno della struttura.




