MESSINA. Novantottesima per qualità della vita dei bambini, 99ma per i giovani, ancora 97ma per gli anziani, su 107: è la fotografia impietosa che Il Sole 24 ore fa della provincia di Messina, in rapporto alla qualità della vita nel report diffuso stamattina che si basa su 60 indicatori territoriali aggiornati (venti per fascia di età). Le statistiche misurano la situazione socio-economica, la capillarità dei servizi, le opportunità lavorative e di studio, nonché le “risposte” dei territori alle esigenze specifiche di questi tre target generazionali, considerati strategici per un Paese in grave crisi demografica.
E Messina risponde malissimo. Nei parametri che valutano la qualità della vita infantile (la migliore è Firenze), risulta ultima per metri quadrati per bambino 0-14 anni nel comune capoluogo, per verde attrezzato e per edifici scolastico con palestra, e si piazza bene solo per il gran numero di pediatri. Male anche edifici scolastici con la mensa, partecipazione al sistema scolastico dei bambini, asili nido e parenti su cui contare. E il risultato è 97ma su 107 province.

Per quanto riguarda gli anziani (classifica che vede in testa Trieste), 97 posizione anche stavolta, sono estremamente deficitari i parametri di speranza di vita a 65 anni, utenti dei servizi sociali comunali, altissimo consumo di farmaci per depressione e per malattie croniche, ma i risultati peggiori sono quelli relativi ai posti letto nelle Rsa, partecipazione civile e orti urbani (Mq per residente di 65 anni e oltre nel comune capoluogo). Buoni risultati invece per medici specialisti e spesa degli enti pubblici per ogni abitante di 65 anni e più nel trasporto anziani e disabili

Peggio va per i giovani, in cui Messina si piazza 99ma su 107 (Bolzano vince), altissima la disoccupazione giovanile, ultima posizione nel parametro della soddisfazione per il proprio lavoro, nel numero di laureati, con conseguenza di un alto numero di “Neet”, giovani che non lavorano e non studiano, e basso livello di istruzione e partecipazione civile. Buoni invece i numeri degli amministratori under 40. Per il resto un disastro.





