MESSINA. Una legge speciale per Messina: è la proposta di legge scritta dal vicecapogruppo al Senato del Partito Democratico Antonio Nicita, e presentata questa mattina al Salone delle Bandiere dalla candidata a sindaca di Messina del centrosinistra Antonella Russo, affiancata dallo stesso Nicita e dalla professoressa Unime, nonché assessora designata al Bilancio, Sviluppo Economico, Europa e alla Città del Lavoro, Daniela Rupo. Una legge più volte menzionata all’interno del programma elettorale della candidata alla carica più alta di Palazzo Zanca, e che oltre a rappresentare un’alternativa al Ponte sullo Stretto interviene su svariate tematiche, ambiti e argomenti per far diventare Messina e lo Stretto la “porta del Mediterraneo”, anche se viene presentata “a prescindere dal Ponte”: che questo si faccia o meno (nonostante per l’attuazione richieda di spostare 600 milioni destinati alla grande opera).
«Da anni se ne parla e in occasione del voto è stata evocata più volte, ma nessuno l’ha mai scritta: l’ha fatto Antonio Nicita con il PD, ed ecco qua la prima proposta di legge speciale per Messina rilancio e sviluppo, sul modello di Roma e Venezia. Normativa, fonti di finanziamento, settori di intervento con idee e proposte concrete», annunciava il Pd prima della presentazione della proposta che Nicita ha chiesto di firmare anche alle senatrici messinesi Barba Floridia (M5S) e Dafne Musolino (Viva L’Italia), spiegando che potrebbe subire variazioni. La proposta trova fondamenta giuridiche nello status di “insularità” della Sicilia, mitigando i disagi degli isolani: «La soluzione all’insularità non è il Ponte, perché con il Ponte non si risolvono i problemi di chi vive a Marsala», ha spiegato Nicita.
Cosa prevede nello specifico, ad oggi, la legge speciale? 1 miliardo di euro in cinque ani per raggiungere, entro il 2031, obiettivi come: una piattaforma logistica per l’integrazione ferro-mare e il potenziamento degli approdi); un polo del mare con cantieristica e servizi portuali avanzati; l’istituzione della ZES-Stretto, ovvero una Zona Economica Speciale Integrata a doppia missione; una flotta sostenibile per una transizione ecologica ed elettrificazione; il rinnovo delle reti idriche e fognarie; il traghettamento gratuito; e una innovazione ICT,
formazione e decontribuzione.
Più nel dettaglio, la ZES-Stretto, distinta dalla ZES Unica per il Mezzogiorno e progettata per l’integrazione bi-metropolitana, rappresenta un’ecosistema a doppia missione: da un lato quella logistica, con la cantieristica navale, il refitting, un’industria del mare e l’istituzione della Zona Franca Doganale (Modello Genova) per rafforzare la competitività logistica internazionale; dall’altro, la missione innovazione con ICT, Cybersecurity, Al applicata alla logistica e attrazione verso le startup, con connessione diretta con le infrastrutture di ricerca universitarie. Il tutto sfrutterebbe il reddito d’imposta per l’acquisto di beni/immobili strumentali, vincolato al mantenimento dell’attività per 5 anni.
Di seguito le schede che sintetizzano il disegno di legge e la fonte delle risorse per attuarla:










