MESSINA. Mentre il tema del Ponte sullo Stretto è divisivo, e ognuno dei candidati a sindaco che si contenderanno la carica più alta di Palazzo Zanca alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio pensa di trattarlo, soprattutto, con ideologie politiche diverse (qui il link all’articolo che ne spiega le strategie), quello del commercio, altro argomento centrale per Messina, è un problema riconosciuto da tutti e cinque i contendenti, e come tale viene affrontato con soluzioni, idee e proposte nei rispettivi programmi elettorali (le cui differenze e similitudini sono state analizzate in questo articolo). D’altronde, il tema del commercio, così come del tessuto economico messinese, è stato caratterizzati da numerose recenti chiusure di attività e negozi vari. Quindi, il traghettamento di Messina da una sindacatura all’altra (in continuità o meno con la precedente) non può che passare anche da questo punto, trattato da tutti i candidati (anche se con pesi differenti).
Cosa prevedono i programmi dei candidati Federico Basile (Sud Chiama Nord), Marcello Scurria (Centrodestra), Antonella Russo (Centrosinistra), Gaetano Sciacca (Rinascita Messina) e Lillo Valvieri (Lillo Valvieri Sindaco)? In sintesi, Basile, Scurria, Russo e Sciacca lo vedono come un argomento urbano e sociale, mentre Valvieri lo affronta in modo più semplice, legato a negozi, mercati, al villaggio di Larderia e al turismo crocieristico.
Nel dettaglio, Basile, a questo tema, dedica una parte del programma abbastanza “tecnologica”, diagnosticando a Messina una desertificazione commerciale, specialmente delle periferie, nonché una concorrenza di grande distribuzione/e-commerce, affitti alti in centro e un’assenza di pianificazione. Da qui l’idea di trasformare il commercio in una piattaforma urbana digitale con dati, distretti, eventi, marketplace, turismo e notte: un Documento Strategico del Commercio, per mappare vocazioni, criticità e priorità delle diverse aree cittadine; City Analytics, con uso di sensori, dati di telefonia, transazioni elettroniche anonimizzate e flussi pedonali per costruire una mappa dinamica del commercio; Quattro Distretti Urbani del Commercio, in Viale San Martino, Piazza del Popolo, Provinciale e Via Palermo, con manager di distretto, arredo urbano, sicurezza, accessibilità, eventi e promozione; Marketplace digitale cittadino per i negozi locali, con formazione gratuita su social media, e-commerce, contributi per siti web e sistemi di vendita online; Carta fedeltà del commercio messinese; Affitti agevolati e incentivi IMU/TARI per i locatori contro la desertificazione commerciale; Piano della Notte per economia serale e notturna, con ristorazione, cultura, intrattenimento e shopping serale; Rete dei mercati e valorizzazione dei mercati Vascone, Sant’Orsola e De.Co.; e Polo fieristico con fiere tematiche su enogastronomia, artigianato, nautica e tecnologie per il commercio.
Scurria, invece, vede il commercio come rete diffusa che tiene viva la sua idea di città policentrica. Dentro il capitolo “Commercio urbano e di prossimità”, l’idea è più territoriale: il commercio non è solo economia, ma presidio sociale dei quartieri. Da qui le proposte principali: riconoscere il commercio di prossimità come infrastruttura economica e sociale; contrastare desertificazione commerciale e perdita di attrattività; superare la contrapposizione tra centro e periferie; reinterpretare il centro commerciale naturale in chiave contemporanea; rilanciare gli assi commerciali esistenti con mobilità, arredo urbano, eventi e servizi; costruire una rete del commercio nei villaggi e nelle periferie; e sostenere attività di prossimità e servizi essenziali nei quartieri marginalizzati. Il commercio, nel programma di Scurria, è collegato anche ad agricoltura, artigianato, turismo esperienziale e prodotti locali: propone incentivi a trasformazione e commercializzazione dei prodotti locali, apicoltura, colture tradizionali e produzioni tipiche, oltre al rilancio dei borghi rurali con nuove attività economiche.
Del commercio, la Russo ne parla soprattutto nel capitolo sulla “città quotidiana”, inserito nella qualità della vita. Dal programma emergono proposte come: fare di Messina una città dei 15 minuti, dove servizi essenziali, spazi pubblici, commercio di prossimità e attività quotidiane siano raggiungibili in tempi ragionevoli; sostenere piccolo commercio, artigianato e servizi di vicinato; costruire un Piano del Commercio con le categorie, calibrato sulle diverse realtà territoriali; collegare politiche abitative e rigenerazione urbana a scuole, trasporti, verde, presidi sociali, spazi comuni e commercio di vicinato; creare spazi di coworking, co-studying e socialità in ogni quartiere, per contrastare desertificazione degli spazi comunitari.
Sciacca affronta il commercio legandolo alla viabilità, ai parcheggi, ai mercati, ai quartieri, alla costa e alle gallerie storiche: secondo lui il commercio muore se il traffico è ingestibile, i parcheggi sono sbagliati, i mercati sono abbandonati e le gallerie sono vuote. Le soluzioni secondo Sciacca? Rendere definitivo il parcheggio “Il Fosso” come multipiano, per poter pedonalizzare davvero il cuore commerciale della città; una ZTL equilibrata (no alla chiusura totale del centro, sì a ZTL nel centro storico e nei villaggi balneari con orari e periodi definiti); la manutenzione di strade, marciapiedi, tombini e caditoie per tutelare anche le attività commerciali; il recupero dei mercati rionali coperti, a partire dal Mercato Muricello, da trasformare in poli di commercio locale, socialità e rigenerazione urbana; i nuovi mercati coperti nei quartieri, filiera corta, prodotti a km zero, sostegno a piccoli produttori agricoli e artigiani; sostegno a botteghe storiche, attività di vicinato e nuove microimprese locali; contrasto alla desertificazione commerciale dei quartieri; la riqualificazione della Galleria Vittorio Emanuele e della Galleria INPS di via Argentieri, con rilancio del commercio di prossimità, artigianato, funzioni culturali ed espositive; e il baratto amministrativo con possibili sgravi TARI, agevolazioni IMU e riduzioni sul suolo pubblico per residenti, associazioni e imprese che svolgono servizi di pubblica utilità.
Infine, Valvieri, che di commercio, fra tutti, è quello che ci vive, ne parla più sinteticamente, legando il commercio a quartieri, turismo e lavoro. Le sue proposte sono: sostegno ai negozi e alle piccole imprese dei quartieri; incentivi per nuove attività imprenditoriali; valorizzazione dei mercati locali e delle produzioni tipiche; recupero della zona industriale e artigianale di Larderia; riqualificazione dell’ex Fiera con attività commerciali utili ai crocieristi, prodotti tipici e artigianato locale; e porticcioli, turismo e attrazioni sul mare come possibili generatori di lavoro e commercio.
Per una lettura approfondita, qui i link ai programmi dei candidati:
Federico Basile (Sud Chiama Nord)
Marcello Scurria (Centrodestra)
Antonella Russo (Centrosinistra)
Gaetano Sciacca (Rinascita Messina)
Lillo Valvieri (Lillo Valvieri Sindaco)

