MESSINA. “E per quanto riguarda la campagna elettorale di Federico Basile, lei preferirebbe che Cateno De Luca facesse un passo indietro dando a Basile più spazio e visibilità, o continuasse a sostenere politicamente Basile spendendosi in prima persona in campagna elettorale?”. Era uno dei quesiti, l’ultimo, di un sondaggio sulle amministrative 2026 a Messina, commissionato a metà aprile da Sud chiama Nord alla società Swg: tra le domande sulla conoscenza dei candidati e sulle intenzioni di voto, il partito di Cateno De Luca voleva anche sapere l’opinione dei cittadini sul ruolo in campagna elettorale di… Cateno De Luca. Troppo ingombrante, al tal punto da fare ombra al candidato a sindaco Federico Basile, o “valore aggiunto” che a Basile dovrebbe dare una spinta in più?

Ebbene, gli interpellati (mille intervistati su 4.253 non rispondenti, “campione rappresentativo dell’universo di riferimento per genere, età e partito votato alle elezioni europee del 2024. Margine di errore +/- 3,1%, spiegano da Swg) si sono divisi esattamente a metà: secondo il 34% sarebbe meglio se De Luca facesse un passo indietro, mentre il  33% sostiene che dovrebbe continuare ad assicurare la sua presenza (il 24% è indifferente alla questione, il 9% non sa cosa rispondere).

De Luca, quindi, continua ad essere divisivo, ma solo all’apparenza. Perchè se lo stesso quesito lo si pone solo agli elettori di Basile (a chi, cioè, interrogato nell’ambito del sondaggio si è dichiarato  propenso a votare il candidato di Sud chiama Nord), non c’è storia: il 49% vuole De Luca attivo in campagna elettorale e a fianco di Basile, contro il 31% che gradirebbe una minore presenza del leader di Sud chiama Nord, con solo il 16% indifferente alla domanda.

Percentuale che si ribalta, e si radicalizza ancora di più, se ad essere interrogati sono gli elettori di Marcello Scurria e Antonella Russo, sfidanti di Basile per la poltrona più alta di Palazzo Zanca: nè gli elettori di centrodestra (54%) nè quelli di centrosinistra (55%) gradiscono l’intrusione di De Luca in una campagna elettorale che non lo vede coinvolto in prima persona, per il 29% di entrambi gli schieramenti la questione non è rilevante, mentre profonde divergenze ci sono tra quelli che credono che De Luca debba impegnarsi in prima persona a fianco di Basile: appena il 4% per gli elettori di Russo, l’11% per i sostenitori di Scurria.

Poi ci sono gli indecisi, quelli cioè che non hanno dichiarato preferenze di voto ma hanno comunque risposto al sondaggio, per il 26% dei quali De Luca dovrebbe impegnarsi in campagna elettorale, mentre il 22% è per un suo disimpegno (e per il 32% la questione è indifferente, prevedibilmente, con un notevole 20% di intervistati che non sa come rispondere).

Per i “potenziali elettori di Basile” (chi cioè ha risposto al sondaggio con un vago orientamento di voto in direzione Basile, benchè non certo) le proporzioni sono pressochè simili: De Luca presente sì al 36%, De Luca in secondo piano 34% (e indifferenti al 19%). Per ultimo ci sono quelli che hanno votato per Basile nel 2022, per i quali la questione quasi non si pone: il 41% vuole De Luca, il 34% no. E il 20% è indifferente alla domanda.

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