Ci sono città che si raccontano anche attraverso chi sceglie di prendersi cura dei più fragili. A Messina, tra emergenze quotidiane, abbandoni in aumento e storie che spesso restano ai margini, c’è chi ogni giorno lavora per dare una seconda possibilità agli animali, specialmente agli amici a quattro zampe, trasformando empatia e senso civico in azione concreta. Giuseppe Patricello, classe ’74, nato è cresciuto a Messina, è volontario e Commessio dell’ENPA e con lui entreremo, nel mondo della più antica associazione italiana dedicata alla tutela degli animali, oggi impegnata anche sul territorio messinese, grazie anche all’impegno di diversi volontari, tra recuperi, adozioni e supporto a cittadini e istituzioni. Un lavoro fatto di interventi urgenti, ma anche di prevenzione e dialogo, in una città dove il randagismo, i maltrattamenti e gli abbandoni rappresentano sfide ancora aperte.

Cos’è e di cosa si occupa l’ENPA?
“L’ENPA, Ente Nazionale Protezione Animali, è la più antica associazione italiana per la protezione degli animali: è stata fondata nel 1871 da Garibaldi. Inizialmente si occupava soprattutto di cavalli, ma oggi opera a 360° su tutte le specie animali.”

C’è una sede operativa su Messina?
“Da circa due anni abbiamo una struttura assegnata dal Comune, gratuitamente per sette anni. La stiamo ristrutturando per renderla idonea all’accoglienza di animali. Attualmente ospitiamo già alcuni animali presi in custodia, che stanno seguendo terapie e che non possono vivere in strada. Ovviamente lavoriamo anche per trovare loro una famiglia.”

Di cosa ti occupi nello specifico?
“Sono associato da circa dieci anni e da qualche anno ricopro il ruolo di commissario su Catania e sono operativo come responsabile su Messina dove collaboro con la commissaria locale Alessandra Parrinelli. Seguo e seguiamo un po’ tutte le attività: interventi su abbandoni e maltrattamenti, coordinamento dei volontari sul territorio e supporto ai cittadini e alle istituzioni.”

Quali sono le principali emergenze in città?
“Paradossalmente il fenomeno del randagismo è quello più sotto controllo, esiste ma si riesce a gestire. Gli abbandoni ed i maltrattamenti invece sono molto preoccupati e sempre in aumento.”

Com’è la situazione in città per quanto riguarda il randagismo?
“Il randagismo canino è più sotto controllo rispetto al passato. Il problema più serio riguarda invece i gatti: il randagismo felino è ormai molto diffuso e difficile da gestire, soprattutto a causa della carenza di sterilizzazioni.”

Quali soluzioni si stanno valutando a tal proposito?
“Si sta lavorando con il Comune per avviare campagne di sterilizzazione. La legge prevede che se ne occupi l’ASP, ma spesso non riesce a coprire tutto il fabbisogno. Le nuove norme consentono anche ai Comuni di intervenire direttamente, e speriamo che entro l’anno partano campagne strutturate.”

Negli ultimi anni è, quindi, aumentato il fenomeno dell’abbandono?
“Sì, purtroppo è in aumento. Probabilmente il periodo post-Covid ha inciso: molte persone hanno adottato animali durante la pandemia e oggi non riescono più a gestirli. A questo si aggiungono situazioni locali, come gli sgomberi, che hanno portato a un aumento degli abbandoni, anche di cani di razza come i pitbull.”

Che tipo di attività svolgete sul territorio?
“Lavoriamo a tempo pieno con i volontari sul territorio. Collaboriamo attivamente con i Comuni: facciamo controlli, interveniamo su segnalazioni, supportiamo i cittadini e ci occupiamo di adozioni. Nel 2025 abbiamo realizzato circa 40 adozioni di cani e una ventina di gatti.”

Ci sono altre criticità sociali legate agli animali?
“Un capitolo molto importante e delicato è quello dei maltrattamenti. Altro aspetto da sottolineare è quello relativo alle difficoltà delle persone anziane che spesso non riescono più a sostenere le spese veterinarie o a gestire gli animali. In questi casi interveniamo anche noi, offrendo supporto tramite veterinari convenzionati.”

Quali sono le strutture di riferimento in città?
“Seguiamo la sede di San Cosimo, che è la sede ufficiale ENPA di Messina, ma non è un canile o gattile aperto al pubblico. Collaboriamo anche con il rifugio Santa Margherita, una struttura privata oggi in difficoltà a causa dei danni subiti negli ultimi anni e di quelli recenti relativi al cattivo tempo e all’uragano che si è abbattuto in zona.

   

Come possono contribuire i cittadini alla causa?
“Prima di tutto serve più empatia. Spesso riceviamo segnalazioni di intolleranza, ad esempio nei condomini verso i gatti. In realtà basterebbe organizzarsi meglio, con punti cibo e pulizia condivisa. Inoltre, chi ha difficoltà con un animale dovrebbe chiedere aiuto prima di abbandonarlo. È possibile contattarci tramite le nostre pagine social e contribuire anche con donazioni di cibo, coperte o altri materiali utili.”

In quello che fate la città di Messina vi ha più aiutato o ostacolato?
“Devo dire che, in particolare da un paio di anni a questa parte, c’è una buona collaborazione con il Comune. Gli uffici rispondono e sono attivi, ma le difficoltà restano perché le richieste sono tante e le risorse limitate. Tuttavia ci sono progetti in corso, come le campagne di sterilizzazione e nuovi spazi per i volontari.”

Qual è il tuo P.S. (Post Scriptum)?
“Vorrei ricordare una frase di Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. È un principio fondamentale: se impariamo a rispettare gli animali, automaticamente miglioriamo anche il nostro rapporto con le persone.”
<span;>

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments