MESSINA. C’è un lasso di tempo, nella scala geologica, che deve il suo nome alla città di Messina. Si chiama Messiniano ed è l’ultimo dei sei piani in cui è suddiviso il Miocene, la prima delle due epoche del Neogene. Si estende tra 7,246 e 5,332 milioni di anni fa, per una durata complessiva di 1,914 milioni di anni. Il termine fu introdotto nella letteratura scientifica nel 1867, quando lo stratigrafo svizzero Karl Mayer-Eymar ritrovò proprio in riva allo Stretto i sedimenti minerali – detti evaporiti – che gli permisero di risalire al periodo in cui il Mediterraneo aumentò la sua salinità, evaporando quasi completamente, in seguito alla chiusura dello Stretto di Gibilterra. A differenza di Giuseppe Seguenza, che battezzò il periodo “zancleano”, ampiamente onorato, Mayer è stato sempre ignorato dalla toponomastica cittadina (qui un approfondimento).
Le cose cambieranno il prossimo 22 aprile, quando verrà scoperta una targa toponomastica dedicata allo scienziato, installata nella rotonda a lui dedicata posta alla confluenza tra la strada Panoramica dello Stretto e la via Calderone. L’iniziativa si svolgerà a margine del convegno “KARL MAYER-EYMAR E IL MESSINIANO: la scoperta e il significato geologico”, promosso dal Museo della Fauna, dall’Università degli Studi di Messina, con i dipartimenti di Veterinaria e di Matematica e Informatica, di Scienze Fisiche e della Terra (MIFT), dal Rotary Club e da Inner Wheel Club.
L’appuntamento, dedicato alla geologia e alla storia recente del nostro territorio, si terrà a partire dalle ore 9:30, presso l’Aula Cannizzaro del Rettorato.
«Il seminario – spiegano i promotori – intende approfondire la figura di Karl Mayer-Eymar, studioso di riferimento per la definizione del Messiniano, una fase geologica di straordinaria importanza per la comprensione dell’evoluzione del bacino del Mediterraneo. Attraverso gli interventi di esperti e studiosi del settore, saranno illustrati i principali aspetti scientifici legati a questa scoperta, nonché le sue implicazioni nel contesto geologico internazionale. L’evento, che rappresenta un’occasione di confronto e di aggiornamento per studiosi, studenti e appassionati, oltre che un momento di valorizzazione del patrimonio scientifico e culturale del territorio messinese, è patrocinato dall’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia che rilasceranno, ai propri iscritti i crediti formativi, dalla Fondazione “Centro Studi dei Geologi della Sicilia, dall’Archeoclub Area integrata dello Stretto, dalle associazioni “Amici del Museo – Franz Riccobono”, “Koiros”, ADSET, FEDERSPEV e “Amici di Mortelle” di Messina, nonché dall’Associazione Italiana Insegnanti di Scienze Naturali (ANISN)».






