MESSINA. Il ciclone Harry ha influito sui lavori per il raddoppio ferroviario Messina – Catania? Sì (in parte), per il cantiere di Sant’Alessio. No, per il cantiere di Nizza. Se, infatti, le mareggiate hanno reso inagibile il lungomare di Santa Teresa di Riva, impedendo il transito dei tir, non hanno, invece, danneggiato gravemente quello di Roccalumera, permettendo ai tir di imboccare l’autostrada regolarmente. La viabilità, quindi, resta un grosso problema da risolvere sia per le esigenze del comune di avere una via alternativa al lungomare che, al momento, manca, sia per velocizzare il cantiere (quando riprenderanno i lavori di scavo) e decongestionare il traffico visto che i tir transitano da Santa Teresa in direzione Catania.

I lavori per velocizzare il collegamento ferroviario fra Messina e Catania, e la cui fine è data (salvo imprevisti) nel 2029, fino a due giorni fa si stavano concentrando sullo scavo di due colline: quella che sbuca a Fondaco Prete, tra Forza d’Agrò e Letojanni (di circa 2,5 km, terminata proprio lunedì) e quella che spunterà a Nizza (di circa 9,5 km), rendendo necessario lo smaltimento (tramite Tir) della terra che, da progetto, andrà a riempire delle cave (una di queste nel villaggio UNRRA, nei pressi di Contesse). Ma dove passano i Tir, dopo le mareggiate che lo scorso gennaio hanno devastato la costa ionica e i suoi lungomari?

«Per quanto riguarda il cantiere nei pressi di Nizza, non ci sono stati stati ritardi a causa del ciclone», spiega il sindaco di Roccalumera Pippo Lombardo, riferendo che all’1 dicembre 2025 gli operai erano arrivati a 2 km di scavo (lì i ritardi ci sono stati prima delle mareggiate, a causa di problemi logistici e delle rilevazioni di arsenico). «È stato fermo appena quattro giorni, poi i tir hanno ricominciato a transitare regolarmente: prima grazie ad una deroga all’ordinanza di divieto di transito e poi con la riapertura del lungomare», aggiunge. Questo perché le arterie che costeggiano il mare di Nizza e Roccalumera non sono state significativamente danneggiate, permettendo ai tir carichi di terra di raggiungere il casello autostradale di Roccalumera in direzione Messina. Lo stesso non si può dire dell’altro cantiere, quello a Sant’Alessio che, invece, sostiene sempre Lombardo i ritardi li ha subìti: gli scavi procedevano, visto che il disastro idrogeologico è avvenuto quando mancavano 80 metri alla fine degli scavi, ma la terra è stata trasportata in alcuni depositi temporanei, quindi non in cava. Adesso Webuild lavorerà sui binari sul viadotto fra Forza d’Agro e Letojanni, per poi ricominciare gli scavi della galleria fra Letojannie Giardini Naxos (di quasi 4 km).

Il problema è che il lungomare di Santa Teresa di Riva non è percorribile, e se i tir potranno attraversare il comune dalla Strada Statale 114 in direzione Catania (intasandola), non avranno come attraversarlo in direzione Messina quando riprenderanno gli scavi. La soluzione? Due: una è il completamento (in tempi brevi) di una strada alternativa con il prolungamento e l’innesto fra la Panoramica e la SS114 a Santa Teresa (richiesta a prescindere per risolvere la viabilità cittadina dopo le mareggiate); l’altra è la realizzazione di “svincoli di cantieri” che permetterebbero di imboccare direttamente l’autostrada dai cantieri (verrebbero realizzati sia per quello di Sant’Alessio che per quello di Nizza). Grazie a questi due interventi non solo il cantiere si velocizzerebbe, spiega sempre Lombardo, ma si decongestionerebbe il traffico all’interno dei comuni ionici.

Proprio martedì c’è stato un sopralluogo di Anas, con il dirigente soggetto attuatore Duilio Alongi, per verificare la possibilità di completare in tempi brevi l’innesto dalla Panoramica alla SS114: «Sarà Anas a verificare e realizzare eventualmente – spiega Lombardo – Ma prima di tutto deve verificare se c’è un percorso alternativo a distanza di 50 km, e poi vedranno di realizzare il tratto che manca». Proprio così: perché una delle questioni discusse durante il tavolo tecnico alla Città Metropolitana lunedì, convocato dopo la richiesta del sindaco di Santa Teresa di Riva Danilo Lo Giudice, era proprio questa condizione: se non esiste già un percorso alternativo nell’arco di 50 km (dietro l’angolo, praticamente). Fortunatamente, il sopralluogo è andato a buon fine e la strada alternativa verrà costruita.

Per quanto riguarda gli svincoli di cantiere, le aree per realizzarli sono state consegnate la settimana scorsa, anche se le richieste dell’ormai ex commissario Angelo Palazzo sono vecchie di oltre due anni e mezzo, «e la loro costruzione sarebbe potuta già avvenire – sottolinea Lombardo – se non avessero avuto la prescrizione del monitoraggio ambientale». Di cosa si tratta? Per sei mesi bisogna controllare il suolo (falde e terreno) per verificare se si è ottemperato alla prescrizione di impatto ambientale zero. Adesso, «si sta aspettando solo che il MASE rispondi alla richiesta di ridurre i tempi del monitoraggio ante operam», spiega Lombardo.

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