MESSINA. «Siamo ai primi giorni di febbraio e i Tir carichi di terra sono ancora presenti sulla S.S.114, via Adolfo Celi, via Contesse e via Calispera». Così il presidente dell’associazione “isamupubbirazzu”, Alessandro Brigandì, denunciava i numerosi mezzi pesanti che transitano lungo la strada della periferia sud di Messina, ricordando che «la via Calispera c’era stato detto che non sarebbe stata più percorsa dai camion della Webuild Pizzarotti». I tir trasportano la terra proveniente dal raddoppio ferroviario Messina – Catania, che viene scaricata al villaggio Unrra, dove si trova l’attuale deposito (scelta posta sotto i riflettori proprio da “isamupubbirazzu” a ottobre 2025).
«Dopo aver aperto il nuovo varco che sembrava risolvesse tutti i problemi, non è cambiato proprio nulla. Nella riunione organizzata a Novembre 2025 alla presenza di consiglieri di quartiere, consiglieri comunali, del Direttore Generale Salvo Puccio e del Sindaco Federico Basile sono stato esortato ad aguzzare le orecchie per ascoltare la bella notizia che stavano annunciando – rammenta – “Gennaio 2026 sarà ultima data della presenza dei TIR e della terra e di tutti i disagi provocati”».
«Ci troviamo a Febbraio con le strade calpestate dai TIR, distrutte e con una promessa non mantenuta, ma ordinanza ancora presente affissa in tutto il villaggio (12 e 13 Novembre 2025) dove si evince che avrebbero dovuto asfaltare solo alcuni tratti, neanche quelli – chiosa – Insomma, quando noi di “isamupubbirazzu” pensiamo che anche con questo Movimento a Palazzo Zanca ci sono abitanti di serie A, serie B e serie C, non ci sbagliamo proprio. Consideriamo anche che essere governati da politici della provincia ci fa sentire ancora più dimenticati. Aspettiamo trepidanti qualsiasi bandiera con le promesse ferme agli anni ’70», conclude.
Dall’altra parte, il comune di Messina si schiera dalla parte della vittima: «Il Comune sta subendo l’impatto di un cantiere previsto e progettato in epoca passata – commenta il Direttore Generale Salvo Puccio – Un cantiere di un’opera strategica, tant’è che c’è un commissario nazionale che la sta seguendo, e per la quale i sindaci si trovano quasi disarmati. Questo vale per Messina come per quelli della costa ionica. Detto questo, abbiamo cercato di avere una comunicazione che permetta l’esecuzione dei lavori con la vita ordinaria dei cittadini, anche perché si riconosce l’utilità della stessa opera. Inoltre, ci siamo adoperati affinché si realizzasse una strada che bypassasse il centro del villaggio».
Ma la soluzione definitiva è già stata individuata, anche se non si conoscono le tempistiche: «Grazie alle pressioni del sindaco Basile, sia Rfi che Webuild hanno ricercato un sito diverso da quello di Contesse, e lo hanno individuato a Giampilieri. Ci era stato detto che entro la fine di gennaio/febbraio il sito doveva essere pronto, ma ancora ad oggi non abbiamo avuto notizie. Considerando che la durata dei lavori è prevista fino al 2029, possiamo attendere qualche mese, ma certamente in condizioni ambientali e di traffico compatibili con quelle che sono le necessità dei cittadini. Quindi, da una parte si chiede la velocizzazione della realizzazione del sito di stoccaggio diverso, e la comunicazione di tempi certi della delocalizzazione, dall’altro anche di ripristinare i presidi di mitigazione dei disturbi che il cantiere sta portando alla cittadinanza. Chiederemo ufficialmente una risposta concreta sulla scadenza».
Ad intervenire, anche il consigliere della II Municipalità Paolo Scivolone, chiedendo la modifica all’ordinanza viabile che consente ai Tir di attraversare Contesse: attualmente l’ordinanza limita il transito dei Tir nelle fasce orarie 7:45 – 8:30 e 13:15 – 14:15, ma il consigliere chiede che le fasce orarie diventino 7:30 – 8:30 e 12:30 – 14:00, per tutelare l’entrata e l’uscita di bambini e ragazzi dai plessi scolastici.




