MESSINA. Il dipartimento nazionale di Protezione civile ha firmato l’ordinanza che servirà per organizzare le attività per fronteggiare i disastri provocati dal ciclone Harry.

Secondo il documento, saranno nominati Commissari delegati che avranno facoltà di individuare soggetti attuatori, “ivi comprese società in house o partecipate dalle Regioni o dagli enti territoriali interessati, che agiscono sulla base di specifiche direttive”. Non è specificato di quali figure si parla, e l’ordinanza, almeno in questo momento, non ha previsto, come ventilato da più parti, la nomina e il coinvolgimento dei sindaci degli enti locali come soggetti attuatori.

I Commissari delegati possono avvalersi di ANAS, in qualità di soggetto attuatore, per la realizzazione degli interventi per il ripristino della viabilità regionale, provinciale e comunale, su richiesta delle competenti amministrazioni.  Entro un mese, i commissari dovranno predisporre un piano dettagliato per “ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche, alle attività di gestione dei rifiuti, delle macerie, del materiale vegetale, alluvionale delle terre e rocce da scavo prodotti dagli eventi, nonché alla rimozione di situazioni di pericolo per la pubblica incolumità, anche attraverso la realizzazione di interventi urgenti e prioritari di manutenzione straordinaria del reticolo idrografico e delle fasce litoranee“.

Interessante un comma dell’articolo 1, secondo cui “Gli interventi di cui alla presente Ordinanza sono dichiarati urgenti, indifferibili e di pubblica utilità ed, ove occorra, costituiscono variante agli strumenti urbanistici vigenti e apposizione di vincolo preordinato all’esproprio“. In soldoni, il governo sta preparando il terreno per disporre tramite esproprio di aree anche private che in questo momento sono state danneggiate, per poter effettuare operazioni e pianificazione di sistemi di sicurezza. La cosa inciderà probabilmente su strutture e abitazioni più vicine o a ridosso al mare tra quelle colpite.

Per le famiglie sgomberate a causa dei danni, è stato stabilito un contributo per l’autonoma sistemazione in euro 400,00 per i nuclei familiari composti da una persona, in euro 500,00 per i nuclei familiari composti da due persone, in euro 700,00 per quelli composti da tre persone, in euro 800,00 per quelli composti da quattro persone, fino ad un massimo di euro 900,00 mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più persone. Il contributo vale “sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità, e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza”.

Per quanto riguarda le prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto sociale nei confronti dei nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa risulti compromessa, a causa degli eventi in rassegna, nella sua integrità funzionale, nel limite massimo di euro 5.000. Per l’immediata ripresa delle attività economiche e produttive sulla base di apposita relazione tecnica contenente la descrizione delle spese a tal fine necessarie, nel limite massimo di euro 20.000 di contributo assegnabile ad una singola attività economica e produttiva. I Commissari delegati provvedono a riconoscere i contributi ai beneficiari “secondo criteri di priorità e modalità attuative fissati con propri provvedimenti”, riconosciuti solo nella parte eventualmente non coperta da polizze assicurative. Per i titolari di mutui relativi agli edifici sgomberati o danneggiati, o alla gestione di attività di natura commerciale ed economica, anche agricola, c’è la facoltà di chiedere agli istituti di credito e bancari, fino all’agibilità o all’abitabilità dell’iimmobile e comunque non oltre la data di cessazione dello stato di emergenza, una sospensione delle rate. Nessun riferimento, in ordine ai ristori per i balneari, alla sospensione della direttiva Bolkestein e alla proroga automatica delle concessioni.

Lunghissima la serie di deroghe possibili per l’attuazione del piano: tra le più rilevanti tempistiche e le modalità di trasmissione all’ANAC della documentazione, accelerazione della procedura concernente la valutazione dell’interesse archeologico e le fasi di verifica preventiva della progettazione e di approvazione dei relativi progetti, autorizzare l’affidamento della progettazione a professionisti estranei all’ente appaltante, in caso di assenza o insufficienza di personale interno in possesso dei requisiti necessari, procedere direttamente e autonomamente all’affidamento di lavori ,servizi e forniture di qualsiasi importo in assenza del possesso della qualificazione e del ricorso alle centrali di committenza, consentire l’immediata esecuzione del contratto di subappalto, prevedere premi di accelerazione e penalità adeguate all’urgenza fino al doppio di quanto previsto.

Dal punto di vista ambientale, i sedimenti saranno oggetto di un piano, da produrre in 30 giorni da parte delle Autorità di bacino competenti, per utilizzo per il ripascimento delle coste, e devono prevedere la caratterizzazione granulometrica, fisica e chimica dei sedimenti, onde valutarne la compatibilità ambientale e le necessarie valutazioni di carattere idraulico ed idrodinamico con l’obiettivo di garantire l’efficacia degli interventi.

Con quali risorse si otterrà tutto questo? “Si provvede a valere sulle risorse finanziarie stanziate dalla delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026”, spiega l’ordinanza, cioè 33 milioni ciascuno per Sicilia, Calabria e Sardegna, anche se il documento specifica che “con successive Ordinanze, si provvede a identificare la provenienza delle risorse aggiuntive”, e le Regioni sono autorizzate a trasferire eventuali ulteriori risorse finanziarie.

Proprio sulle regioni sembra che ricadrà la maggioranza del peso economico delle ricostruzioni: il comma 4 dell’articolo 15, infatti, recita che “con successive Ordinanze, si provvede a identificare la provenienza delle risorse aggiuntive di cui al comma 3 (quello per cui le Regioni sono autorizzate a trasferire ulteriori risorse finanziarie)”, mentre ed il relativo ammontare nonché le modalità di trasferimento solo successivamente si parla di “eventuali ulteriori risorse statali rese disponibili con dedicate disposizioni normative”.

 

 

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