MESSINA. Nata come squadra di ragazzini delle scuole medie, in un anno è salita dalla serie C2 alla C1, fino ai play off per la serie B, e in meno di dieci anni ha sfornato talenti che hanno militato nella massima serie e persino in nazionale. Fino a poche settimane fa la squadra di rugby del Castanea era solo un ricordo, ma oggi, grazie alla possibilità di usufruire del nuovo campo di Terrabianca rimesso in sesto dall’Asd Castanea Calcio, vecchi e nuovi rugbisti si sono riuniti per lanciare un progetto che ha come ambizione quella di riportare agli albori una tradizione sportiva che aveva portato il nome di Castanea in alto.

Era il 1988 quando il professore di educazione fisica e giocatore del Messina, ai tempi in Serie B, Antonio Sabeto (che poi diventerà lo storico allenatore della squadra) ha incontrato Giorgio Caprì, classe 1968, che ai tempi militava in Serie C1. I due, entrambi di Castanea, allenavano insieme una squadra under 17, con la quale avevano partecipato ad un primo campionato giovani. L’anno dopo, la decisione di aprire gli spogliatoi agli under 12 con una squadra scolastica, quella della scuola media di Castanea dove insegnava Sabeto. Ragazzi con i quali la squadra ha vinto diverse fasi interregionali per diversi anni, raggiungendo, nel 1991, il secondo posto nazionale ai Giochi della gioventù. Allora la convinzione di poter creare una squadra e poter alimentare delle ambizioni: nel 1992 nasce la società, con dirigenti Giorgio Caprì (che molla la Serie C1 per dedicarsi al Castanea), Angelo Gerbasi e Angelo Arena (nel ruolo di presidente). La squadra viene iscritta al campionato di serie C2 e dopo appena un anno conquista la promozione in C1, dove milita per diversi anni, partecipando anche ai play off per accedere alla serie B, a cui non è mai arrivata. D’altronde, era sempre la squadra di un paese di duemila abitanti, e viveva di autofinanziamenti.
Purtroppo, la società non arriva a spegnere 10 candeline: nel 1998 la squadra vien acquisita dal nuovo presidente Franco Di Bartolo e viene a mancare il campo di Terrabianca a Castanea. La squadra maschile si scioglie, mentre quella femminile, che era da subito diventata “la squadra di Messina”, arrivando in serie A, ha continuato a militare nella massima serie, dando la possibilità a talenti come Giuliana Campanella (classe 1976) di emergere: giocatrice, allenatrice e tutt’oggi parte dello staff della nazionale italiana femminile di rugby.
Ma Giuliana non è l’unica ad aver cominciato a Castanea e a ottenere grandi soddisfazioni: «Molti degli atleti, dopo lo scioglimento della squadra, hanno giocato per altri colori, perché considerati sempre atleti di ottimo valore, come se ci fosse una predisposizione al gioco del rugby nel nostro territorio», racconta Giorgio Caprì, ricordando nomi come: Gino Bombaci, classe 1977, che fino alle giovanili è stato nel giro della nazionale giovanile, militando anche nelle squadre di Serie A; Giovanni Milazzo, classe 1980, che ha giocato in Serie B come lui stesso, Angelo Gerbasi ‘69, Angelo Arena ‘70, Giovanni Perrone ‘74 e Gaetano De Luca ‘73; Antonio Arrigo, che è andato anche a giocare nella serie A australiana; Francesco Tomasello, classe, 1972, per un periodo anche nel giro della nazionale under 21; Nino Cirino, classe 1972, che da Carabiniere ha giocato nel Verbania, militando fra serie B e C, anche come allenatore; e tanti altri che magari non hanno continuato anche per vari impegni professionali, ma un po’ anche perché, perdendosi la squadra, il territorio ha perso la sua fertilità.
E, infatti, è proprio il territorio, il campo, che dà l’occasione per la “reunion”, un progetto che nasce, ancora una volta, dall’incontro fra Antonio Sabeto e Giorgio Caprì, grazie all’iniziativa dell’Asd Castanea Calcio del presidente Stello Russo, che ha ridato vita a una struttura storica.
«Il nostro obiettivo è quello di riaccendere la passione per il rugby e tornare a praticare questo sport, nella consapevolezza che in questo momento siamo un gruppo misto, un insieme di appassionati che hanno militato nel Castanea negli anni passati e di ragazzi, alunni del professore Sabeto, che hanno praticato il rugby a Messina», spiega Giorgio, definendola “la reunion di tutti quelli che vogliono riavvicinarsi, o avvicinarsi, a questo sport”.
«Anche se ancora non abbiamo un’ambizione per precisa, il nostro intento è quello di strutturarci nel tempo, in funzione delle adesioni che ci potranno essere nel tempo – prosegue – Ma per adesso stiamo saggiando il territorio. Pensiamo che grazie alla collaborazione con la squadra di calcio possiamo continuare ad usufruire della struttura, diventando un punto di riferimento per tutta la zona, non solo per Castanea. E chissà, questo gruppo potrebbe diventare il gruppo fondativo di una futura società. Il sogno è quello di creare un gruppo “old” per appassionati e di rifondare una scuola di rugby».
«Chiaramente, speriamo in una risposta del territorio – conclude Giorgio Caprì – ma riteniamo che in questo momento riprendere questa attività gioverebbe tantissimo al mondo del rugby messinese, che nel tempo ha avuto una utilità dai giocatori del Castanea e che, in generale, guarda con interesse il nostro territorio come terreno fertile per lo sbocciare di nuovi talenti».







