MESSINA. Il senso civico a Messina? Meglio metterci una pietra sopra. È quello che deve aver pensato il Comune – su disposizione della Capitaneria di Porto – per mettere fine al parcheggio abusivo, reiterato e selvaggio nell’area demaniale marittima a ridosso della spiaggia di Capo Peloro, uno degli arenili più belli e frequentati della città dello Stretto preso d’assalto nei giorni scorsi da decine e decine di automobili ammassate l’una sull’altra. Il tutto malgrado il cartello di divieto esposto a ridosso della strada, che fa riferimento all’articolo 1161 del codice della navigazione, con tanto di sanzioni da 103 a 610 euro, e nonostante le varie soluzioni adottate negli anni dall’amministrazione per dissuadere i bagnanti a trasformare il suolo pubblico del “Lanterinino” in una giungla di lamiera.

 

 

 

Non sono bastati infatti dissuasori mobili e transenne, multe e divieti, né l’introduzione della sosta a pagamento: per convincere i cittadini a rispettare una regola fra le più elementari alla base del vivere civico è servito un masso in cemento di due metri per uno. Di quelli che non puoi spostare. Una soluzione esteticamente discutibile, che tra l’altro non impedisce l’accesso ai mezzi a due ruote, ma che quantomeno ha impedito l’ingresso delle vetture. Una ratio estrema proprio come estrema è l’abitudine all’inciviltà di chi è solito parcheggiare in doppia fila, sulle strisce pedonali e sui marciapiedi e che ritiene un suo diritto piazzare il suo Suv o la sua moto a 10 metri dalla battigia. Che magari poi sono gli stessi che si chiedono perché a Messina, con tutte le bellezze che Madre Natura ci ha regalato, il turismo stenti a decollare.

A disporre  il provvedimento è stata la Capitaneria di Porto, mentre l’esecuzione materiale è toccata al Comune: perché questa divisione di competenza? Perché l’arenile ricade nel Demanio, la cui giurisdizione è della Regione Siciliana.

Le reazioni, intanto, non si sono fatte attendere. Fra chi si è indignato e chi ha invece proposto soluzioni alternative, come ad esempio i quattro consiglieri dei Dr, Nino Carreri, Nino Interdonato, Rita La Paglia e Santi Sorrenti, il presidente del VI quartiere Orazio Laganà e il consigliere della stessa circoscrizione Giuseppe Sanò, che in una nota indirizzata al sindaco Renato Accorinti chiedono la sostituzione del masso con un varco elettronico videosorvegliato.

Tutti d’accordo invece i bagnanti sulla necessità di intervenire, un po’ meno sulla soluzione adottata. Fra i tanti a dire la sua anche il proprietario della Pinnazza (video).

 

 

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