MESSINA. Una folle corsa che poteva avere un esito tragico, mettendo a repentaglio l’incolumità di un cavallo, che si è schiantato contro il guardrail, e di un “fantino”, caduto in mezzo alla strada fra i motorini in corsa ed evitato per miracolo dai mezzi a due ruote.

È accaduto all’alba di domenica, quando la quiete della notte è stata infranta dai rumori petulanti degli scooter e da decine di clacson, mentre entrambe le carreggiate del viale Giostra venivano occupate da auto, moto, motorini e da due cavalli con al seguito due piccoli calessi. Èa cussa di cavaddi: una “tradizione” a cui non si assisteva da un po’, in città, complici i due mesi di clausura forzata e una certa condotta guardinga da parte degli organizzatori delle corse clandestine che da decenni, le mattine tra sabato e domenica, imperversano lungo il viale Giostra.

Quella di domenica scorsa poteva avere conseguenze nefaste: prima la caduta del fantino di uno dei due equipaggi, finito in strada nel bel mezzo della gara clandestina, con il rischio di essere investito da uno degli scooter che lo seguivano; quindi quella del cavallo, che sgravato dal peso dell’uomo, ed evidentemente spaventatissimo dal frastuono, ha accelerato fino a ribaltare il calesse, trascinandolo per un centinaio di metri, per poi finire la sua corsa contro il guardrail che delimita i controviali a destra della corsia mare monte, cadendo violentemente sul metallo e ribaltandosi, con gli occhi sbarrati e la schiuma alla bocca.

Tutt’intorno, il contorno di varia umanità che popola queste manifestazioni illegali: un generale spregio di ogni regola del vivere civile, a partire dall’ovvia gara clandestina, per continuare con gli schiamazzi notturni, i rumori molesti dei clacson e l’invasione dell’altra corsia, quella che porta verso il mare, percorsa in controsenso da decine di mezzi a due ruote in mano a minori, almeno a giudicare dalla stazza dei guidatori e dei passeggeri. Senza dimenticare, infine, lo sfruttamento e le sofferenze inflitte agli animali, come da sempre accade in queste circostanze.

Come se un intero quartiere fosse “cosa loro”.

 

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marco
marco
26 Giugno 2020 0:04

Santi Shakespeare, Antonello e Filippo Juvarra….. a cospetto di cotanti eventi oggi posso sinceramente e solo dire che mi vergogno di essere messinese. Che vergogna. Non merito di condividere la mia cittadinanza con tali personaggi. Mi verrebbe voglia di cambiare, nascondere o rinnegare la mia cittadinanza per tali barbarie. E’ possibile?

Giusy
Giusy
26 Giugno 2020 1:28

La cosa più allucinante è che tutto questo schifo avviene sempre sotto il tacito consenso delle forze dell’ordine. Che vergogna! Siamo nelle mani di nessuno!