Non è il solito lunedì, ma noi dobbiamo comunque sopravvivere: è Pasquetta, stiamo caricando la macchina per andare a invadere la campagna, i colli, casa di un vostro amico o quella di uno che non sapete bene chi sia ma vi hanno invitato e ormai, oh, che dobbiamo farci? Comunque ci siamo, siamo in ballo e dobbiamo caricarci a dovere. Via la noia usuale del giorno che apre la settimana, come chiedevano le strade la playlist settimanale di LetteraEmme serve solo a fomentarvi a bestia e andare a schiticchiare il più possibile facendovi muovere la testa a ritmo di riffoni. Serviti.

 

Alter Bridge – One day remains

 

 

Nel 2004 succedeva una cosa molto bella: i Creed si scollavano da un cantante che non li faceva esprimere al meglio e prendevano al suo posto Myles Kennedy. Della mia scarsa simpatia per Scott Stapp ho scritto in una vecchia playlist, rimandandovi poi a quando avrei parlato di quello che sarebbe successo dopo, e il momento è arrivato: siete in ferie almeno fino a domani, quindi rimane un giorno per gozzovigliare. E per aiutarvi a farlo al meglio abbiamo preso la title track del disco d’esordio degli Alter Bridge, uscito per l’appunto nel 2004. One day remains è un disco che consegna ai fan dell’hard & heavy un gruppo che resterà a lungo nei loro cuori.

 

Litfiba – Dimmi il nome

 

 

C’è stato un momento, un bellissimo momento in cui i Litfiba erano un vero gruppo rock. Dopo la trilogia del potere Pelù e Renzulli, privi anche del talento bassistico di Maroccolo che dava una forte impronta wave, si misero in testa di fare un qualcosa di davvero bello; la tetralogia degli elementi vede il suo picco forse nei primi due dischi, El Diablo che celebrava il fuoco e Terremoto, del 1993, dedicato (ma dai) alla terra. Quest’ultimo si apre con la esplosiva Dimmi il nome, in cui l’urlo iniziale di Pelù fomenta a sufficienza. Ricordatevi di questo brano quando arriverete a destinazione per la rrustuta e non vi ricordate chi doveva portare la carbonella: “lo voglio qui, dentro i colpevoli, fuori i nomi”. Da segnalare, all’interno di Terremoto, anche la meravigliosa Fata Morgana.

 

Iron Maiden – Run to the hills

 

 

A correre sui colli, stamattina, siete stati fin troppi. Non me ne vogliate, né voi che tanto in gran parte dei casi poi lasciate un casino indescrivibile, né voi metalhead che in questo momento desiderate la mia testa su una picca: giuro, è solo una battuta. Difficile non rispettare gli Iron Maiden, uno dei gruppi che questa musica la fa da sempre, e raramente con cali di rendimento. Run to the hills è un classico (ma proprio classicone) della loro discografia, tratto da quella meraviglia che è The number of the beast, disco dell’82 che più che un album sembra un greatest hits visto il successo di praticamente tutte le otto tracce. Nota di merito, doverosa, per Hallowed be thy name, insieme a The rime of the ancient mariner il mio brano preferito dei Maiden.

 

Verdena – Miglioramento

 

 

Ho visto i Verdena dal vivo due volte ed entrambe le volte l’ho fatto principalmente perché consapevole della loro bravura live, dato che su disco non credo si riescano a esprimere bene come in concerto. Il primo loro album che ho apprezzato davvero è stato Wow, e questa cosa è coincisa con alcuni fan che dicevano che erano peggiorati, ma questa non è una cosa vera; all’interno di Wow ci sono bei pezzi come Loniterp, Canzone ostinata o Lui gareggia, ma la mia preferita è Miglioramento, ovvero quello che vi (ci?) toccherà fare da domani in poi per smaltire quello che ci stiamo mangiando senza ritegno in questi giorni.

 

Eminem – Survival

 

 

Conclusa l’esperienza di Pasquetta, ci tocca ammetterlo: ce l’abbiamo fatta anche quest’anno, quasi come se fosse normale mangiare così tanto. Carne o non carne, onnivori o vegani, ci abbiamo dato dentro presumibilmente come se non avessimo fondo, scoprendo poi di averlo. I giorni che verranno saranno dedicati a una dieta detox, a tanta corsa e alla consapevolezza di essere sopravvissuti; sopravvivenza del più adatto, a tavola, nella vita e nelle cuffie: con questo ampio giro arriviamo a chiudere la playlist di Pasquetta con Eminem e la sua Survival, brano tratto da The Marshall Mathers LP II. The winner takes it all, noi ci accontentiamo di prendere il nostro, mettere su queste cinque canzoni e caricarci come se non ci fosse un domani, anche se un domani c’è e ci toccherà svegliarci per andare a lavorare. Ma questa, perdonateci, è un’altra storia.

 

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