Per quanto l’Italia sia stata la culla della cultura, negli ultimi anni questa è diventata quasi un qualcosa da rigettare per la classe politica nostrana; non volendo fare del semplice populismo, eviterò di scadere in luoghi comuni riprendendo le parole dei vari esponenti che dagli anni ’90 a oggi incessantemente hanno dimostrato di non avere chiaro come funzionasse questo settore a nessun livello, perché “con la cultura non si mangia” e, aggiungiamo, da ora in poi non si beve nemmeno. Però questo blog parla di musica, e in quanto tale vorrei dire solo una cosa: se chi scrive le ordinanze fosse stato in vita sua a un solo concerto da club (ripeto quanto scritto settimana scorsa: la stragrande maggioranza delle band suona nei club, qualcuna arriva ai palazzetti, una miserevolissima percentuale agli stadi—su quest’ultimo argomento soprassediamo per pietà) capirebbe che “riaprire i concerti” con quelle modalità equivale a non riaprire nulla. Con questo spirito per nulla polemico ci accingiamo a mettere in fila, anche oggi, cinque canzoni per voi.

Soundgarden – The day I tried to live

Oggi era il giorno segnato da molti in rosso sul calendario per riprendere a vivere quasi come prima, il giorno in cui tuffarsi nella cosiddetta nuova normalità che ci accompagnerà ancora per qualche settimana, probabilmente mese. E in tanti stanno riprendendo con entusiasmo e voglia di recuperare il tempo perduto. Iniziamo con i Soundgarden la playlist odierna perché sono tre anni che Chris Cornell è andato via da questo mondo e ogni anno la sua voce straordinaria manca sempre di più. Ne approfitto anche, non me ne vogliate, per un (volutamente tardivo) augurio anche pubblico al buon Luca, che sette giorni fa esatti faceva il compleanno e che nei primi duemila mi aiutava a conoscere Seattle, introducendomi ai ‘garden con Jesus Christ Pose. Onore al merito.

Sonic Youth – Total Trash

Tra pandemia ed epidemia ci sono varie differenze che non staremo qui a spiegare, ma a fine anni ’80 i Sonic Youth uscivano con quel disco spettacolare chiamato Daydream nation e al suo interno trovava posto questa Total trash, canzone che parlava proprio dell’epidemia di crack vissuta negli Stati Uniti in quel periodo. I motivi per cui ho ripensato in questi giorni ai Sonic Youth li spiegherò nel prossimo brano di questa playlist, ma intanto ci godiamo sette minuti e mezzo di indie rock, quello vero, quello delle origini, quello che ancora non era stato contaminato dalla necessità di attaccare etichette già utilizzate su musica che non offre spunti interessanti.

The Radio Dept. – Heaven’s On Fire

“La gente vede il rock and roll come una cultura giovanile, e quando la cultura giovanile viene monopolizzata dalle grandi imprese, cosa devono fare i giovani? Avete qualche idea? Penso che dovremmo distruggere il finto sviluppo capitalista che sta distruggendo la cultura giovanile”. Le parole che aprono il singolo di lancio di Clinging to a scheme dei The Radio Dept. sono di Thurston Moore, fondatore dei Sonic Youth. Il brano è spettacolare, ma queste parole, pronunciate in un’intervista di tanti anni fa, sono significative ancora oggi. La speranza è che cada il velo di ipocrisia e ci si possa riprendere una cultura che, evidentemente, non interessa a chi di dovere. Perché l’indotto dell’arte e quindi della musica non sarà pari al 7% del PIL, ma è comunque un lavoro per tanti. Un lavoro troppo spesso calpestato da chi dovrebbe invece tutelarlo.

Trent Reznor & Atticus Ross – Life on Mars?

Pausa. Siamo nervosi. Non dobbiamo farci sopraffare dalle emozioni negative. Mai promettere quando si è felici, mai prendere decisioni quando si è nervosi. Un detto popolare recitava così, quindi il quarto brano di oggi è una pausa—la pausa più bella di questa settimana, senza dubbio.

Joy Division – Dead Souls

Abbiamo aperto con un anniversario triste ma il 18 maggio non è storicamente portatore di grandi notizie per il mondo della musica, perché è anche l’anniversario della morte di Ian Curtis, leader storico dei Joy Division. Lasciamo a lui i saluti di oggi, lasciamo a quella musica “che ci fa divertire” il compito di farci riflettere, perché la salute va SEMPRE al primo posto com’è giusto che sia, ma vanno tutelate tutte le parti in causa. Chiudiamo con gli anni ’80, chiudiamo con un capolavoro vero, chiudiamo con un gruppo seminale. They keep calling me, keep on calling me.

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