Nell’aprile del 2015, con la squadra dei Giornalisti Messina, ho avuto l’onore e il privilegio di partecipare a un triangolare contro alcune vecchie glorie che hanno indossato la biancoscudata e la Nazionale Attori. Ho giocato contro Enrico Buonocore (altresì noto come il calciatore più forte mai nato in questo paese malandato) e marcato Totò Schillaci. Nella foto a corredo della playlist odierna io e uno dei capi di questa struttura chiamata LetteraEmme siamo in panchina al San Filippo in quello storico pomeriggio. Cosa c’entra, direte voi, questa introduzione in un momento simile? C’entra perché è la prova che le cose meravigliose accadono e, se vi sentite abbattuti per via della quarantena, facendo per un po’ di tempo di necessità virtù tornerete, torneremo, a vivere tutto al massimo. Anche (probabilmente) senza più giocare al San Filippo.

Fatboy Slim – Rockafeller Skank

Si inizia a tema calcio e questa canzone, oltre a far parte della soundtrack di Fifa ’99, mi sembra anche particolarmente adatta per fare da sigla. Cioè, sembra proprio nata per una trasmissione sportiva, non so se concordate. Comunque, c’è bisogno di carica per questa settimana e allora via con Fatboy Slim nel pezzo probabilmente più famoso del dj britannico. Famoso non tanto per la profondità del testo (campionato dall’intro di Lord Finesse nel brano “Vinyl Dogs Vibe”) ma per il suo saper essere una sintesi perfetta di ciò che è catchy, radiofonico, artistico. Fatboy Slim è un campionissimo perché farebbe ballare chiunque, e mettendo play in questo pezzo sono sicuro che anche voi avete accennato perlomeno un headbanging.

The Prodigy – Invaders Must Die

Il mio disco preferito dei Prodigy si apre con Invaders must die, e quindi come avrete agilmente intuito il mio disco preferito dei Prodigy è proprio Invaders must die, uscito a fine anni zero, nell’anno del Signore 2009. Scelto come singolo di lancio anche (credo) per via di quel WE ARE THE PRODIGY iniziale, ricalca in pieno tutto quello che ti aspetti dal gruppo britannico e anticipa in buona parte quello che da lì a poco sarebbero stati gli anni ’10, in cui Keith Flint e compagni sono stati nominati da molti artisti come punto di riferimento. Una carriera trentennale, interrotta per il momento solo dal suicidio dello stesso Flint, poco più di un anno fa.

slowthai – Nothing Great About Britain

Settembre 2019, Mercury Prize: slowthai termina la sua Doorman tra tanti applausi dopo aver rappato anche tra i tavoli degli ospiti. Risalito sul palco, finita la canzone, riceve la meritata ovazione mentre alza una finta testa mozzata con le fattezze del premier britannico Boris Johnson e al microfono esclama “Fuck Boris”. Poi su twitter spiega come quello fosse uno specchio rivolto a una nazione che non ha gradito il riflesso, specificando come chi è al potere in Gran Bretagna non sta salvaguardando i cittadini. Ci ascoltiamo oggi in playlist Nothing great about Britain, brano di apertura del disco omonimo, scritto da slowthai per condannare un Paese che ha perso di vista ciò che lo ha reso grande. E sommessamente ci uniamo a una critica oggi attuale come non mai.

Liquido – Ordinary Life

A fine anni ’90 i Liquido irrompevano pesantemente nelle nostre case, e lo facevano prima di internet e senza particolari strategemmi: bastò scrivere un pezzo divenuto celeberrimo chiamato Narcotic, che ancora oggi chiunque abbia più di 28-30 anni conosce a memoria. I Liquido fecero una carriera tutto sommato dignitosa, lontana dai fasti del debutto, ma c’è un loro brano a cui sono particolarmente affezionato e che, specie in un momento storico come quello che stiamo vivendo, voglio riproporvi. Questa Ordinary life ripercorre nel video musicale la vita di una famiglia di manichini di crash test. Il capofamiglia la mattina va a lavorare e la sera torna a casa. Una vita abitudinaria, più o meno come la solita nostra vita. Abitudini che torneranno presto. Speriamo solo quelle positive.

The Housemartins – Caravan of Love

Bisogna sempre trovare i lati positivi, e una delle cose più belle di questa quarantena è l’amore che sta traspirando dai social. Nella mia bolla, come in quella di tanti altri, parecchi artisti si sono dati da fare per far parlare la musica, per regalare musica e aria fresca ad appassionati e fan. Un paio di giorni fa, in un pomeriggio buio, ho messo su quello che ormai è un appuntamento quotidiano (ma non abitudinario, perché gli orari cambiano di giorno in giorno) sulla bacheca di Fabio Nirta con uno dei suoi dj set; in quella splendida selezione mi ha scaldato il cuore in modo particolare questa Caravan of love che utilizziamo oggi per chiudere la playlist odierna perché porta con sé tutti i messaggi che vogliamo mandare: EVERY WOMAN, EVERY MAN JOIN THE CARAVAN OF LOVE. C’è posto per tutti, noi vi aspettiamo, in prima linea a ripeterci anche questa settimana, come un mantra, che #andràtuttobene.

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