MESSINA. «L’emergenza non è finita. L’impressione è che in tanti abbiano già dimenticato quello che è successo. Invito tutti a non abbassare la guardia. Il rischio è che a settembre – ottobre si debba ricominciare daccapo, vanificando i sacrifici fatti. Sono molto rammaricato per il comportamento di tanti cittadini».  È l’appello rivolto ai messinesi dal vicesindaco Salvatore Mondello, che nel corso della conferenza stampa di oggi sulle mascherine donate dall’Fc Messina, ha ammonito i cittadini che non rispettano le misure di distanziamento e non indossano le mascherine, con particolare riferimento alla movida.

«Se ci ritroveremo costretti a prendere provvedimenti restrittivi, a  farne le spese potrebbero essere le attività commerciali, con ovvie ripercussioni economiche.  Non è giusto che a pagare sia chi non ha nessuna colpa per l’irragionevolezza di alcuni. Con il coronavirus dobbiamo conviverci almeno fino al prossimo dicembre», ha spiegato l’assessore,  ringraziando poi la società sportiva per i Dpi: «Più ne abbiamo più sarà semplice gestire la Fase 2».

A rincarare la dose anche l’assessore Pippo Scattareggia: «Venerdì sera, in via primo settembre e nella zona di piazza duomo venerdì sera, ho assistito a vari assembramenti, con moltissimi giovani senza mascherine». Sulla stessa linea Massimiliano Minutoli, che ha lasciato poi la parola a Fabio D’Amore dell’Fc: «La donazione delle mascherine risale a fine marzo, quando era difficile reperirle. E anche adesso non è facile trovarne. Serviranno qualora dovesse esserci una nuova urgenza», ha spiegato il rappresentante della società, ringraziando il presidente Arena.

Le mascherine donate oggi, 50mila, si sommano alle 65mila della Toro Srl, acquistate per 39mila euro dal Comune tramite affidamento diretto. Una questione che nei giorni scorsi ha suscitato un piccolo vespaio, con le interrogazioni di Alessandro Russo, di Giovanni Scavello e del M5s.

A intervenire sull’argomento è il vicesindaco Mondello: «Stiamo parlando di attività gestionale che nulla ha a che vedere con l’attività di indirizzo politico. Le procedure sono in capo al dirigente, che stabilisce cosa è giusto e cosa non è giusto. In un momento di grande emergenza trovare eventuali pecche dell’amministrazione nella gestione lo trovo strumentale e fuori luogo. Ho già avuto modo di dire in Consiglio comunale che in situazioni di emergenza bisogna agire nell’emergenza, ciò non toglie che bisogna agire secondo i canoni di legge. Gli aspetti gestionali – ribadisce – non afferiscono all’amministrazione. Se ci sono stati degli errori saranno i vari dirigenti ed eventualmente il direttore generale a verificare se le procedure sono state corrette. Certamente non sarà l’Amministrazione di occuparsi di questioni meramente gestionali».

Le 115mila mascherine, ha specificato l’assessore, saranno distribuite alle famiglie meno abbienti: «L’obiettivo è garantire una o due mascherine a famiglia». E per quanto riguarda le restanti 435mila mascherine della Toro Srl? Al momento sono in stand by. «Verificheremo le necessità nei prossimi mesi».

 

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