I tre anni di Lettera Emme e l’anno zero dell’informazione in città

Il nostro giornale spegne le candeline in uno dei periodi più bui per il mondo dell'editoria cittadina. Un'occasione per fare il punto sugli obiettivi raggiunti e su quelli che ci aspettano. Per capire da dove veniamo e dove vogliamo andare. Insieme ai nostri lettori

 

Oggi LetteraEmme compie tre anni. Era la mezzanotte del 16 gennaio del 2017 quando andava online per la prima volta l’ennesimo giornale locale che aveva l’ambizione di fare un diverso tipo di giornalismo, la stessa che abbiamo ancora oggi. In molti casi ci siamo riusciti, in molti altri non ancora o non del tutto: un motivo in più per crescere insieme ai nostri lettori e portare a compimento quanto ci eravamo prefissati nel nostro editoriale di presentazione.

Da allora sono cambiate tante cose. Qualcuno ha dovuto scegliere altre strade e altri si sono aggiunti, sono cambiate le dinamiche ed è mutato lo scenario cittadino, ma quella che è rimasta intatta è l’identità di un giornale che nel tempo è cresciuto, si è arricchito e ha raggiunto grandi traguardi.

Fino ad ora non abbiamo mai parlato di “numeri”, convinti che la qualità di un giornale non si venda “a peso” e che la reputazione di una testata non sia direttamente proporzionale ai clic e alle visualizzazioni. È invece di fiducia che vogliamo parlare: quella che in 36 mesi, da zero, ci hanno accordato in totale più di dieci milioni di lettori, con una grossa fetta di “fedelissimi” che giornalmente dedicano almeno tre minuti della loro giornata per leggere un singolo articolo (un dato molto lusinghiero), un altissimo “engagement rate” e punte di 200mila utenti unici al mese. Ma più che i dati, a renderci orgogliosi è il rapporto che si è istaurato con il nostri lettori e la possibilità di aver potuto offrire un’alternativa giornalistica, culturale e stilistica a migliaia di cittadini, che ci hanno manifestato il loro affetto e la loro stima con tesi di laurea, articoli su riviste scientifiche, premi e numerosi attestati di fiducia.

Questi primi tre anni sono stati bellissimi ma anche molto difficili. Non è stato un percorso facile, e di certo non sono mancati gli errori. Senza cercare troppe giustificazioni, però, ce ne siamo sempre fatti carico e abbiamo spiegato ai lettori da cosa fossero determinati, perché crediamo che l’autocritica e la trasparenza siano fondamentali per fare sempre meglio. È uno dei punti sui quali, sin dall’inizio, non abbiamo fatto sconti a noi stessi, consapevoli del fatto che la fiducia si costruisca anche così e che sia eticamente e deontologicamente il corretto modo di fare.

Non è stato un periodo facile nemmeno dal punto di vista economico: l’avevamo preventivato, sia per il tipo di prodotto che volevamo offrire – un progetto a lungo termine, che ha bisogno di tempo per crescere – sia per la decisione di dedicare le nostre attenzioni e le nostre forze ai contenuti, spesso a scapito della pubblicità e delle sponsorizzazioni (per le quali, laddove possibile, abbiamo sempre cercato di privilegiare la qualità a scapito della quantità).

Tutto questo, in uno scenario quasi catastrofico per il mondo dell’editoria, a partire da Messina, dove il clima che si respira non è dei migliori. Senza indugiare troppo nei particolari, negli ultimi anni la forza dei fatti (che da sempre teniamo molto distanti dalle opinioni, affidate a blog personali) spesso è costretta a scontrarsi con la tirannia del “secondo me”, ed è in atto un mutamento del panorama che ha polarizzato in maniera ormai insostenibile le opinioni: o con noi o contro di noi. Concetto portato agli estremi dai nuovi inquilini pro-tempore del Comune di Messina. Un comportamento distorto, ormai tristemente diventato prassi, che è inaccettabile e viola i principi stessi della libertà di stampa e di espressione.

Fin dall’inizio abbiamo cercato di adottare alla lettera il principio del “cane da guardia”. Non siamo contro “il potere”, non siamo di certo “il potere”. Il potere lo raccontiamo, con il conforto delle fonti e di tutto quello che riusciamo a verificare. In una parola, facciamo giornalismo, senza se e senza ma. E se a qualcuno questo non piace non è un problema che ci riguarda, ma che dovrebbe riguardare chi ci legge (e soprattutto chi non ci legge). Una comunità adeguatamente informata è una comunità libera, che prende decisioni più consapevoli. E più siamo, più è diversificata la “lettura” delle notizie e dei fatti, meglio è. È questo in sintesi il significato di pluralismo dell’informazione. Perché la realtà non è solo quella che piace a noi.

Nei prossimi mesi, Lettera Emme affronterà nuove sfide che ci porteranno ad aprirci verso il mondo, come abbiamo sempre auspicato. Un passo importante che però non possiamo compiere da soli.

Per farlo abbiamo bisogno del sostegno di tutti i lettori che credono in questo progetto e nelle sue potenzialità e vogliono migliorarlo, renderlo più nostro, più vostro, più comunitario. Già da tempo abbiamo deciso di “aprirci” all’esterno, ospitando i contributi di tutti coloro che hanno qualcosa da dire e le competenze per farlo (che non finiremo mai di ringraziare). Adesso chiediamo a voi di contribuire fattivamente alla crescita di questa testata, suggerendoci gli argomenti da approfondire e le tematiche da analizzare.

Per chiunque lo vorrà, nei prossimi giorni proporremo uno specifico “sondaggio” per capire meglio che tipo di informazione chiede la città, quali sono le rubriche che vorreste continuare a leggere, quali novità vi auspicate e cosa possiamo fare di concreto e nell’immediato per migliorare la qualità di ciò che vi offriamo (un restyling grafico è già in lavorazione).

Oltre a ciò stiamo predisponendo uno specifico tasto “sostienici”, sia sul sito che su Facebook, per dare la possibilità a chiunque lo volesse di contribuire alla realizzazione di progetti più “grandi”, che necessitano di tempo, fondi e risorse più “grandi”.

Lo abbiamo già detto altrove: da soli non si va da nessuna parte. Se è vero che nessun uomo è un’isola, lo è ancor di più in questo luogo e in questo periodo storico, in cui risentimenti, muri, esibizioni muscolari e contrapposizioni stanno minando il senso di comunità e trasformando il volto della città in un luogo di desertificazione economica, sociale e morale.

Una barbarie alla quale vogliamo opporci. Insieme, se vorrete.

Ad maiora.

 

 

(Foto di Alessandro Silipigni)

 

2
Lascia un commento

avatar
400
2 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
1 Comment authors
Giuseppe Fusco Recent comment authors
più recente meno recente più votato
Giuseppe Fusco
Ospite
Giuseppe Fusco

Dobbiamo evitare che esibizioni machiavelliche e gattopardiane della vecchia politica possano ostacolare la crescita morale di una collettività e il raggiungimento dell’obiettivo del benessere comune. Nella rivoluzione culturale cui siamo proiettati ogni forma di barbarie, anche politica, che tanto male ha fatto alla nostra città va sempre raccontata e mai nascosta.

trackback

[…] Se cerchi a Messina il nome di un giornalista “vero”, quello di Alessio Caspanello ti comparirà sicuramente tra i primi, in modo organico! La sua storia, tuttavia, specie negli ultimi anni, è legata a due fattori: la crisi dell’editoria tradizionale e la scelta di investire in una formula nuova di quotidiano on line. La prima, evidente e inesorabile, ha fatto di Alessio un giornalista “disoccupato”, facendo emergere in lui  una fortissima voglia di riscatto. La seconda l’ha trasformato in un imprenditore di successo. Direttore del quotidiano on line di informazione “Lettera Emme”, Caspanello e company hanno scommesso su un… Leggi tutto »