La playlist di Gregorio Parisi per sopravvivere al lunedì

Matteo Salvini ha detto in tv e successivamente twittato che preferisce Topolino a L’Espresso. Opinione che di per sé sarebbe anche legittima e degna del più caloroso deI nostrI “sticazzi”, se non fosse che il paragone nasce per screditare un giornale sminuendone di conseguenza un altro che in questo paese ha una storia decennale. Uno degli autori di Topolino, Roberto Gagnor, ha risposto con molta educazione specificando che nel settimanale si trovano fantasia, cultura e tante altre caratteristiche straordinarie. Dato che con Topolino siamo cresciuti in milioni, oggi la playlist parlerà di questo concetto, provando a far capire una cosa: la fantasia è quello che ci divide dalle persone vuote e grigie. Quelle che questa realtà la stanno massacrando.

Ivana Spagna – Il cerchio della vita 

Ci sono dei ricordi che restano fissi in mente, si attaccano e non li schiodi più in nessun modo. A volte sono ricordi negativi, che segnano nel modo peggiore le tue giornate quando riemergono, ma talvolta sei una persona fortunata e sono scorci meravigliosi. Io ricordo il pomeriggio in cui andai mi sembra con mia zia e mia sorella al cinema per vedere Il re leone. Ricordo la commozione in QUELLA scena, quella che volente o nolente fa capire a tutti che esiste il dolore, ma ricordo quell’urlo, AAAAZ’VEGNA come sbraitavo in quelle settimane, ricordo quel sole di un rosso accesissimo, la voce di Ivana Spagna che forse avevo intravisto in qualche Festivalbar ma in fondo chi lo sa, ricordo che quel film mi ha insegnato tanto, sul fidarmi delle persone e su come il dolore, a lungo andare, possa tramutarsi in forza

Gigi D’Alessio e Anna Tatangelo – Il mondo è mio

Dai zi’, ma serio?
No ma sai…
Ma sai cosa?
Noi giovani diciamo che lo facciamo per il lol
Se la metti ti tolgo la rubrica

Brad Kane e Lea Salonga – A whole new world

La versione inglese, forse quella più adatta per rendere la mission della Disney: un nuovo mondo, da scoprire con curiosità e amore. Sarà solo decisione dell’ultimo secondo se in questa playlist apparirà la versione originale cantata da Brad Kane & Lea Salonga o quella nuova di ZAYN & Zhavia Ward (ok, ha vinto la prima perché amo la voce di Lea Salonga), che servono a far capire anche un altro concetto importante: spesso la stessa cosa può essere vista in modo differente dalle persone, ma questo non implica necessariamente che una delle due parti abbia torto e l’altra ragione. Scoprire nuovi punti di vista, approfondire la conoscenza di ciò che non è direttamente di nostra proprietà, è una forza potenzialmente immensa. Abbattere le barriere rende persone senza limiti: vogliamo davvero rimpicciolire i nostri orizzonti? 

Justin Timberlake – Mirrors

Piazzare a metà playlist Justin Timberlake è probabilmente uno degli atti criminali più gravi mai commessi sulle pagine di Lettera Emme. Ha però senso perché è un turning point importante, dato che l’ex *NSYNC era nel Mickey Mouse club da ragazzino, ha conquistato il cuore delle adolescenti quando le boyband dominavano l’universo conosciuto e poi è diventato grande, mostrando pienamente al mondo che se Michael Jackson si fosse preso qualche decennio di ritardo tutti noi lo avremmo conosciuto come Justin Timberlake, vero re del pop nel post MJ. Mirrors è un brano unico, meraviglioso, fenomenale, forse uno dei miei preferiti di sempre. Una canzone d’amore, ma di amore vero

Renato Zero – Hanno arrestato Paperino

Sorcini di tutto il mondo unitevi, e fatelo cantando uno dei brani più belli e sottovalutati di Renato Zero, questo Hanno arrestato Paperino che nel 1976 usciva all’interno di Trapezio, il disco che conteneva la celebre Motel. Un processo perlopiù mediatico, perché tutti potevano drogarsi ma certo non Paperino; “il mondo fa presto a condannare ma fa fatica a ricordare”, recita il testo, un testo che utilizziamo per sottolineare la brutalità che possono avere i media in determinati contesti. Colpevolezza o meno, è un monito che ci siamo dimenticati di fissare bene in mente e oggi ne paghiamo il pesante fardello, perché i processi si fanno in tribunale. I media analizzano i fatti, li raccontano, li sviscerano, ma il tribunale ha un compito che non può, non deve essere rimpiazzato da cuttigghiari di quartiere. Mai.

Linkin Park – Somewhere I Belong

Che poi Topolino, la Disney, le storie di fantasia, ci aiutano a salvarci da un mondo che non fa nulla per difendere la propria immagine, un mondo in cui la sofferenza è all’ordine del giorno e una scorciatoia di immaginazione è l’unica via per mantenere la propria salute mentale. Ed è per questo che una playlist simile termina con un po’ di tristezza, perché giorno venti luglio era l’anniversario dello sbarco sulla luna, vero, ma era anche il giorno che fissava il secondo anno senza Chester Bennington, una delle voci di una generazione indecisa, incapace forse di trovare una determinata dimensione. Chester la sua l’aveva trovata, l’ha cantata e l’ha urlata a lungo, cambiando genere ma non variando mai la propria indole. Chester poi, due anni fa, ci ha lasciato, ma sappiamo tutti che, ancora oggi, you were just like melike us.

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