Messina social city: Cipolla (M5s) e Russo (LiberaMe) rispondono a De Luca

Dopo il botta e risposta di ieri in merito all'assenza dell'assessore ai Servizi sociali Alessandra Calafiore, arriva la controreplica dei due consiglieri. Che rispondono per le rime e chiedono lumi sul "dossier" del sindaco

 

MESSINA. Non tarda ad arrivare la reazione del consiglio dopo il botta e risposta su Messina social city. A dare il là al confronto a distanza erano stati ieri Alessandro Russo e Ciccio Cipolla, presidenti della settima e della ottava commissione, che avevano giudicato “irrispettosa nei confronti dei lavoratori” l’assenza in Aula dell’assessore ai Servizi sociali Alessandra Calafiore e dei vertici della partecipata, che hanno disertato l’appuntamento. Immediata era stata la replica di De Luca, che ha parlato di pressioni politiche. Oggi, quindi, la controreplica di Cipolla e Russo, affidata a due distinti comunicati.

«Con sbalordimento e sorpresa – scrive il consigliere di LiberaMe – si legge l’ultima esternazione del Sindaco De Luca in merito allo svolgimento delle commissioni congiunte VII e VIII della giornata di ieri convocate proprio per affrontare la delicatissima controversia legata alle vicende gestionali della Messina Social City e della long list dei lavoratori esclusi. Avendo sottoscritto la convocazione di quella seduta, peraltro comunicata all’Amministrazione oltre una settimana prima e quindi certamente non all’improvviso, come si legge nel suo post su FB, preme ribadirsi un concetto chiaro e non contestabile da alcuno, anche se fosse Sindaco: il Consiglio Comunale e le sue commissioni esercitano per legge delle funzioni di supervisione, sorveglianza e controllo sull’attività gestionale dell’Amministrazione. Leggere di presunte “pressioni politiche” sul lavoro della Giunta è grottesco e irrispettoso – ancora una volta! – nei confronti del Consiglio e dei consiglieri. La seduta di ieri, molto delicata e importante – prosegue – era stata convocata proprio per discutere di vicende molto delicate, che interessano da vicino le vite di decine di lavoratori che da settimane attendono un “dossier” che il sindaco prima e l’assessore Calafiore poi, stanno rinviando di settimana in settimana – la Calafiore in seduta di commissione assicurò della sua pubblicazione “entro la prima decade di Aprile” – adesso fino a “qualche mese” da oggi.  E’ questo, il solo dato grottesco: che si annuncino colpi ad effetto, documenti riservati, dossier scottanti senza poi far conseguire alcun atto o azione di riscontro, lasciando in bilico e in attesa decine di lavoratori, che – legittimamente – sentono di dovere delle risposte concrete dall’Amministrazione e non i soliti “lanci d’agenzia” buoni solo per un titolone o un like in più sui social network: questo atteggiamento sì, è grottesco e irrispettoso. Certo non la convocazione di una seduta di commissione che doveva fare chiarezza sulla situazione e che è stata disertata dall’Amministrazione, per motivi sui quali non si intende approfondire»

«Preme infine sottolineare – commenta ancora Russo – che, probabilmente molto impegnato in campagna elettorale, al Sindaco sfuggono dati rilevanti, come il fatto che la da lui presunta “pletora di lavoratori” esclusi dai servizi delle cooperative sono persone che non meritano né il disprezzo, né la indifferenza del primo cittadino, perché esigono delle risposte rispetto a delle pratiche gestionali di Messina Social City che da mesi attendono delle spiegazioni e dei chiarimenti. Si può essere certi di una cosa soltanto, a questo punto: con questo andazzo generale da parte dell’Amministrazione non ci si sottrarrà neppure per un solo attimo alle funzioni di controllo e di ispezione che spettano al Consiglio comunale, pur se questo potrà comportare ancora reazioni scomposte da parte del primo cittadino»

Più o meno dello stesso tenore la nota di Cipolla: «Definire “un’imboscata” una convocazione risalente a sei giorni prima è sintomatico dei tempi di reazione troppo poco europei del sindaco», scrive, facendo riferimento alla data della convocazione congiunta, risalente al 12 aprile. «Questo – afferma Cipolla – significa che assessore, dirigente e presidente del Cda hanno avuto ben sei giorni di tempo per prepararsi».

«Del resto – prosegue il consigliere del Movimento 5 stelle – che i problemi e i disservizi esistono è stato ammesso proprio dal primo cittadino, il quale, con il suo intervento, non ha fatto altro che confermare i timori del Consiglio comunale, legittimando appieno le ragioni che hanno spinto il sottoscritto e il collega Alessandro Russo, vice presidente della VII commissione, alla convocazione congiunta perfettamente nei termini. Tuttavia, un amministratore che chiede ancora due mesi di tempo per completare un dossier relativo a un’azienda costituita lo scorso anno ammette implicitamente l’improvvisazione e l’approssimazione che hanno guidato le sue scelte. A riprova di come Messina social city sia nata prima ancora che tutto fosse a regime».

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