Un bando lungo un anno: ecco perché le fontane storiche della città sono a secco (video)

Dal 2017 a oggi, nonostante tutta la documentazione necessaria fosse già pronta, la gara non trova vincitore. L'ultimo rinvio dei termini risale alla fine del2018. Centocinquanta mila euro sono i fondi messi a disposizione dal Comune per riportare l'acqua ai monumenti storici

 

MESSINA. Le principali fontane storiche del centro città sono a secco da oltre un anno perché il bando, ultimato alla fine del 2017, non è stato ancora espletato. Dal 27 novembre di due anni fa, infatti, il Comune e il dirigente del Dipartimento per l’arredo urbano, Santi Denaro, hanno messo a disposizione tutti i documenti necessari affinché i centocinquanta mila euro stanziati per la riattivazione dell’acqua corrente potessero trovare degli appaltatori. Oggi, tuttavia, non esiste una graduatoria definitiva né, di conseguenza, il nome di una eventuale ditta aggiudicatrice ed esecutrice dei lavori di ripristino delle fontanelle dell’acqua nei monumenti storici. Con il succedersi delle amministrazioni il bando è stato comunque rilanciato e alla fine di dicembre del 2018 il termine per la presentazione delle domande è stato, infine, prorogato, al 27 dicembre. Ma ancora, al dipartimento che si occupa della questione, tutto tace.

La lista delle fontane interessate alla riattivazione della fornitura di acqua comprende la Fontana del Nettuno, la Fontana dell’Acquario, la Fontana della Pigna (Largo Sequenza), la Fontana Senatoria (Consolato del Mare), le Fontane Gemelle (Piazza Municipio), la Fontana di Largo S. Giacomo, la Fontana della Stazione, la Fontana di Piazza Cairoli, la Fontana delle 4 (via Cardines), la Fontana della piazza tematica “acqua” (via Garibaldi) e la Fontana della passeggiata a mare (viale della libertà).

A rientrare nell’elenco anche quella di Piazza Muricello e quella di Orione a Piazza Duomo, ma per queste la situazione è diversa rispetto alle altre. La prima è stata riattivata grazie all’intervento del gruppo Caronte&Tourist. Rientra, dunque, nella lista delle fontane attive ma solo per puro caso:  nel 2017, cioè quando il bando di gara è stato avviato, la fontana era stata rimessa a nuovo e l’acqua scorreva, mentre oggi, contrariamente a quanto riportato nei documenti del bando, è spenta. Per quanto riguarda il monumento del Montorsoli, invece, la riattivazione della fornitura di acqua è strettamente collegata con la restaurazione della fontana stessa. Di conseguenza i tempi si allungheranno ulteriormente.

Intanto il sindaco Cateno De Luca ha annunciato di voler affidare direttamente all’Amam la manutenzione di tutte le fontane della città, comprese quelle storiche. Attualmente, invece, l’azienda si occupa soltanto delle fontane di acqua potabile disseminate per Messina. Rispetto a un ampio progetto di ricostituzione di tutti i punti d’approvvigionamenti sparsi per i quartieri, da sud a nord, si è proceduto a riattivarne già sei. A riguardo, rassicura il presidente dell’Amam Salvo Puccio, gli operai procederanno riattivandone una alla settimana nei punti segnalati da ciascun quartiere, fino a completare la mappa della città accontentando le richieste di tutti.

Sull’affidamento anche delle fontane storiche all’Amam, gli uffici del Comune dubitano già che sia un progetto realizzabile. Nel frattempo giace nel cassetto dell’attuale Assessore al ramo, Massimiliano Minutoli, un progetto del 2008 per investire i 450 mila euro del Masterplan destinati alla manutenzione delle fontane della zona sud, al quale lo stesso Minutoli ha lavorato nel 2008 da consigliere di quartiere. Sempre che la Soprintendenza non avrà nulla in contrario.

Nel 2017, infatti, l’ex Assessore Daniele Ialacqua dovette lottare contro gli uffici regionali che non avevano dato l’autorizzazione al comune per intervenire sulle fontane storiche, bloccando le procedure autorizzative per i progetti di restauro e manutenzione. Minutoli ha comunque assicurato che il qui pro quo è superato: «Adesso siamo in possesso delle autorizzazioni – ha detto – Questo, probabilmente, il motivo per cui da un anno a questa parte il bando è rimasto bloccato».

 

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