Il comune di Messina uscirà dalla Fondazione Taormina Arte

"Recesso unilaterale" deciso dell'assessore alla Cultura Roberto Trimarchi. "La grave situazione economico-finanziaria non consente il conferimento di contributo finanziario (120mila euro) e patrimoniale (un ospedale a Ritiro)". Quando ad agosto del 2017 Cateno De Luca tuonava contro i 120mila euro "regalati per il Dalai Lama"

 

MESSINA. Il comune di Messina uscirà da Taormina Arte. E’ quanto è stato deciso dall’assessore alla Cultura Roberto Trimarchi e dal sindaco Cateno De Luca in una delibera di giunta in cui si dichiara di “rinunciare a far parte del novero dei soci fondatori della fondazione Taormina Arte Sicilia, e per l’effetto recedere unilateralmente dall’adesione per giusta causa”. Perchè questa scelta?

Risale tutto alla trasformazione di Taormina Arte da comitato quale era dal 1983 fino al 2010 (composto da Comune, Provincia e comune di Taormina), in fondazione, passaggio avvenuto nel 2017: il passaggio ha richiesto il conferimento di un bene o un apporto finanziario, “al fine di rafforzare la situazione patrimoniale della costituenda fondazione”, si legge nella delibera. Il Comune ha offerto entrambi: il 18 maggio 2017 Palazzo Zanca ha pagato 120mila euro (i “famosi” 120mila euro che ad agosto dello scorso anno si disse, sbagliando, erano stati regalati dal Comune per la visita del Dalai lama a Messina), mentre nel 2015 aveva individuato l’ex ospedale di isolamento di Ritiro quale bene da conferire al patrimonio della fondazione (circostanza che era stata oggetto di esposto da parte di CittadinanzAttiva).

La grave situazione economico-finanziaria in cui versa l’ente – spiega la delibera – non consente il conferimento di alcun contributo finanziario patrimoniale, e tale situazione si configura quale giusta causa di recesso, in considerazione che il Comune di Messina risulta essere socio fondatore, e la sua associazione da ritenersi a tempo indeterminato, stante l’assenza di alcuna previsione statutaria sul recesso degli associati”. Tra l’altro, si apprende dalla delibera, il Comune di Messina non ho provveduto finora conferire alcun bene alla fondazione, “ritenendo opportuno valutare ulteriori possibili soluzioni circa l’utilizzo del patrimonio immobiliare, volta a contribuire al risanamento del deficit economico finanziario”.

“La rinuncia non determina alcun effetto economico sulle attuali consistenze patrimoniali dell’ente, atteso che la quota già versata di 120mila euro a titolo di apporto finanziario al fondo di dotazione, è stata impegnata con determina dirigenziale del 14 novembre 2008″, informano dall’amministrazione.

Proprio a causa dei 120mila euro di apporto finanziario, ad agosto 2017 l’allora candidato alla Regione Cateno De Luca aveva annunciato che si sarebbe incatenato ai cancelli di Palazzo Zanca, prima di annunciare una denuncia (della quale non si ha più traccia nè notizie): anche lui era stato abbagliato dall’inesistente “regalo” per il Dalai Lama.

A maggio di quest’anno, invece, in peina campagna elettorale, era stato il candidato sindaco Pippo Trischitta a sostenere l’opportunità per il Comune di uscire dalla Fondazione Taormina Arte. “La città non è coinvolta negli eventi. Che senso ha il contributo annuo di 120mila euro?”, aveva spiegato Trischitta.

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L’Italia in genere e Messina in particolare hanno un problema antropologico.