Cinque volti di piazza Cairoli (e del viale San Martino) nel corso del tempo

Dal razionalismo di fine ottocento al "palo della luce" degli anni '70, dal tram di inizio secolo a quello del 2000, ecco come "il salotto buono" della città ha cambiato faccia durante un secolo. E come è mutata di conseguenza Messina. E la messinesità

 

…e poi arrivò il tram

 

Dall’accordo di programma Comune e Provincia del 1996 per la realizzazione di una linea tramviaria, fino alla gara e alla messa in esercizio del tram Cityway del 2003 si fece la piu grande rivoluzione del sistema viario urbano dell’ultimo secolo con vari compromessi e modifiche di percorso; un vialone ridisegnato dalla sezione centrale delle rotaie, una piazza riunificata come grande isola unitaria e riunita simbolicamente dal grande graticolone metallico, porta nuova di un luogo conosciuto, l’apparizione di segni (ingenui) di novità formale si confronteranno con la solita voglia della Messina com’era e dov’era. Il ritorno del tram dopo ‘50 anni ha fatto arrabbiare tanti che volevano ancora il vialone simile alla freeway di santa Monica, mentre dalle loro autoradio si ascoltava solo la canzone “In fondo al viale” dei Gens, volevano la piazza a misura d’auto e cosi come in un perenne rewind sembra sempre di discutere sugli stessi temi.

Un sindaco nuovo ha vinto anche con una sostanziale parte del programma che prevedeva lo smantellamento (ora a fasi alterne) della linea tramviaria, un sindaco uscente che prima da libero cittadino scalava per protesta para ambientalista gli abeti natalizi della piazza Cairoli ha poi da sindaco centrato l’azione e i discorsi sulla pedonalità  nell’incredibile “insostenibilità dell’essere” propria di via dei Mille.

Mentre dal 2007 aspettiamo una nuovissima rotatoria tra Cairoli, Cannizzaro e Garibaldi progettata dallo studio Moduloquattro e che si accompagnava ad uno studio sulla pedonalità di viale san Martino, si procede a spizzichi di maquillage urbano, si aggiungono pezzi e ritagli mentre la piazza Cairoli si popola di eventi natalizi, di Luna Park, di fiere gastronomiche.

Per non farci mancare nulla abbiamo sempre le fazioni pro isola e no isola, i mille e i sanmartini, forse sempre i merli o malvizzi, ma ci sono pure le voci fuori dal coro quelle che sognano una Messina tutta carrabile, un ritorno alla gioia lattoniera delle strade asfaltate in cui l’unica Street art ammessa è quella delle strisce verniciate sull’asfalto, quella delle frecce e della doppia linea continua e in cui l’unica isola ammessa è quella dell‘isola di traffico, quella indicata dalle linee zebrate oblique che non si costruisce ma in fondo facilmente si disegna a terra.

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