Politiche: il voto a Messina al microscopio. Le mappe e i grafici

Trionfo senza precedenti del Movimento 5 stelle, che lascia agli avversari meno di venti sezioni su 254. Chi ha vinto, dove ha vinto e con quanti voti. Lista per lista, tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulle elezioni del 4 marzo

 

MESSINA. Qualche pallino azzurro di Forza Italia, ed un paio verdi per il Pd, in mezzo ad un mare di giallo a Cinque Stelle: le elezioni politiche a Messina è così che si visualizzano. Una vittoria netta, schiacciante e senza precedenti per il movimento fondato da Beppe Grillo, che agli avversari non ha lasciato nemmeno le briciole. Un numero che dà la misura della dominazione: su un totale di 508 sezioni (le 254 di Messina per Camera e altrettante per il Senato), quelle non conquistate dai pentastellati sono solo trentasette.

E infatti, piuttosto che sciorinare quelle vinte, si fa prima a indicare in quali sezioni il Movimento 5 stelle non abbia massacrato gli avversari. Perché quella del 4 marzo è stata una strage, non una consultazione elettorale. I pronostici della vigilia, che davano Forza Italia trionfante, poi il Pd in forte recupero, sono stati spazzati via dal ciclone Cinque stelle, che ha colonizzato la Sicilia, vincendo tutti i collegi. E Messina non si è sottratta al trattamento.

Francesco D’Uva, candidato all’uninominale alla Camera, su 254 sezioni se ne fa sfuggire solo 15, e quasi sempre per una manciata di voti: otto volte contro Matilde Siracusano di Forza Italia, due volte contro Navarra e solo due volte viene superato da tutt’e due i contendenti. Un trionfo che non ha precedenti in città. D’Uva non ha vinto solo nella sezione 6 (Altolia), 47 (Santa Lucia) 64 (Aldisio), nelle tre di via Centonze (103, 104 e 105), nella 114 e 117 della Galatti, nella 126 della Mazzini, nella 222 di Massa San Giorgio e nella 254 dell’ortopedico di Ganzirri, tutte vinte da Matilde Siracusano di Forza Italia. Il Pd, con Pietro Navarra, si è aggiudicato solo la sezione 125 del Mazzini, la 139 della Pascoli, la 183 di San Licandro e la 245 di Cumia (ex aequo con D’Uva).

 

(Clicca sulla mappa per visualizzare i risultati dell’Uninominale alla Camera)

Praticamente lo stesso andamento del Senato, in cui Grazia D’Angelo ha vinto in 232 sezioni su 254, lasciandone 22 agli avversari diretti Urania Papatheu e Fabio D’Amore: Forza Italia ha bissato i successi ad Altolia (sezioni 5 e 6), Aldisio (62 e 64), in via Catania alla scuola Drago (85), di nuovo nelle tre di via Centonze (103, 104 e 105), in due della Galatti (112 e 114), alla Cesare Battisti tra via Palermo e viale Giostra (sezione 158), ancora a Massa San Giorgio e all’Ortopedico (221 e 254) e al seggio allestito al Policlinico (sezione 251). Il Pd ha fatto sue quattro sezioni della Mazzini (125,126,127, 131), la sezione 139 della Pascoli, le 181 e 183 di San Licandro e la 244 di Cumia.

(Clicca sulla mappa per visualizzare i risultati dell’Uninominale al Senato)

Quello che emerge è che anche le roccaforti storiche dei due principali partiti, Forza Italia e Pd, non hanno retto all’impatto dell’onda a cinque stelle e hanno capitolato: se per il partito di Berlusconi vuol dire che i big del partito non si sono affannati più di tanto a fare campagna elettorale, per i Democratici, che la campagna elettorale l’hanno fatta eccome, la questione è più preoccupante, perchè, di fatto, la città ha voltato loro le spalle. E tra tre mesi ci sono le amministrative.

E gli altri partiti? Un disastro, con percentuali da prefisso telefonico. Per Liberi e uguali, al quale è comunque scattato un seggio (la cui paternità adesso è contestata), il miglior risultato di lista, alla Camera, sono i 63 voti alla sezione 32 di Zafferia (ed i 52 alla 32 al Senato), frutto con molta probabilità del lavoro di Giuseppe Grioli, che del partito è uno dei maggiori animatori locali e a Zafferia ci vive.

Ancora più a sinistra, Potere al popolo alla camera va solo sette volte (su 254) in doppia cifra, e al Senato fa peggio, segnando solo quattro volte numeri superiori alla decina. I cugini del Partito comunista fanno anche peggio: assenti al Senato, alla camera sono più gli zeri che i numeri primi.

Più o meno come Forza Nuova, all’estremo opposto: miglior risultato, sette voti alla sezione 103 di via Centonze. La sezione in cui Casa Pound prende più voti alla Camera, nel proporzionale, è la numero 160, con 28 voti: l’unica in tutta la città con numeri a due cifre.

La Lega ottiene, come miglior risultato, 51 voti di lista per il Senato e 53 alla Camera,entrambe in una sezione al Cep, ma va quasi ovunque in doppia cifra, con una media di quasi 23 voti a sezione. Bene, per un partito che praticamente in città non esisteva, e che gli fa scattare un seggio, del quale beneficia l’eterno Carmelo Lo Monte.

Per il Popolo della famiglia spiccano i 21 voti al Senato e addirittura i 24 alla Camera della sezione 14 di Santo Stefano Medio: per gli altri partiti, le caselle con mesti zero sono la quasi totalità.

Infine, un’anomalia curiosa nei dati: nella sezione 55 di villaggio Aldisio, al M5s vengono attribuito zero voti al proporzionale sia di Camera che di Senato, ma 210 all’uninominale del Senato e 237 alla Camera.

 

(Clicca sui grafici per conoscere numero dei voti e percentuali)

 

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