Messina, “non è una città per pedoni”

Il rapporto MobilitAria 2018" inchioda la città dello Stretto verso il basso. Troppe auto in circolazione e qualità dell'area che ne risente. Bene il trasporto pubblico, che è disastroso per Catania: ai piedi dell'Etna usa i mezzi pubblici solo il 5% della popolazione (e 658 su mille utilizzano l'automobile)

 

MESSINA. Non è una città per pedoni. Ma neanche per ciclisti, e in genere per nessuno che non siano gli automobilisti. Lo spiega “MobilitAria 2018”, un rapporto realizzato dall’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (Iia-Cnr) e dal Gruppo mobilità sostenibile del Kyoto Club

Lo studio offre un quadro della qualità dell’aria e della mobilità urbana nelle quattordici principali città italiane – Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia – prendendo a riferimento il decennio 2006-2016.

Messina si conferma come una città ad elevato, troppo, tasso di motorizzazione. Il 68% usa l’automobile, meno di Reggio (78%) e come Catania, che però fa peggio, confermandosi l’ultima in Italia come sensibilità sulla tematica: alle pendici dell’Etna circolano 684 veicoli ogni mille abitanti, più che in ogni altro posto d’Italia. Dato il cui rovescio è uno scarsissimo uso dei mezzi pubblici: A Catania li usano solo il 5% della popolazione (prima in Italia è Milano col 38%). Sempre Catania si conferma come una delle realtà meno sensibili al trasporto pubblico, con un 17% di utenti in meno dal 2010 (Messina, in un altro studio, si era invece affermata come la città italiana col maggior incremento nell’utilizzo dei mezzi pubblici).

All’elevato tasso di auto in circolazione, a Messina si somma l’ormai decennale problema dei tir in città. Ed i valori di inquinamento dell’aria lo testimoniano. Riguardo al biossido di azoto, nonostante Messina presenti concentrazioni medie inferiori al limite normativo in vigore per tre anni consecutivi, è pur sempre una delle città d’Italia in cui le concentrazioni sono maggiori (settima città sulle quattordici prese in considerazione). Non va meglio con il Pm10: nonostante nel 2016 in nessuna città vi siano concentrazioni superiori alla media annuale, a Messina i valori hanno fatto registrare superamenti giornalieri oltre il limite di legge per un totale di 126 giorni.

Secondo lo studio, le città che hanno negli anni manifestato evidenti miglioramenti sono quelle che hanno implementato isole pedonali, zone a traffico limitato, e servizi di car e bike sharing.

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