Truffe all’Inps, Ricciardi risponde al giudice

In carcere insieme al medico Francesco Piscitello, l'avvocatessa brolese è stata sentita per l'interrogatorio di garanzia, respingendo tutte le accuse

PATTI – Sono cominciati gli interrogatori delle persone coinvolte nell’operazione “Pathology”, sulle truffe nelle cause di previdenza sociale condotta dalla procura di Patti ha portato a 33 misure cautelari: due in carcere e cinque ai domiciliari, a dieci obblighi di dimora e sedici misure interdittive. A vario titolo sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, truffa aggravata ai danni dell’Inps, falsa perizia, falso in atto pubblico ed altro. Nell’indagine sono finiti avvocati, medici, responsabili di patronato, funzionari dell’Inps. Gli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Patti e dalla Guardia di finanza hanno puntato i riflettori su un sistema di falsi certificati e false perizie per vincere i ricorsi ed ottenere una serie di benefici assistenziali come le pensioni di invalidità civile o il riconoscimento dello stato di portatore di handicap. Intanto è stata sentita l’avvocato brolese Anna Ricciardi finita in carcere insieme al medico Francesco Piscitello. All’interrogatorio era presente anche il procuratore capo di Patti, Rosa Raffa. Il legale – come spiega l’avvocato Nino Favazzo, suo difensore, in una nota – ha risposto alle domande del gip Ignazio Aliquò e del pubblico ministero. “Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, che si è protratto per circa due ore e mezzo – scrive l’avvocato Favazzo – l’attenzione del giudice si è concentrata sul contesto generale in cui i fatti addebitati sarebbero maturati, piuttosto che sui particolari delle singole contestazioni. L’indagata ha fornito la propria versione dei fatti, respingendo le accuse. Tuttavia, la brevità del tempo intercorso tra l’arresto e l’interrogatorio, il numero delle contestazioni, la necessità di consultare la mole di documenti acquisiti in oltre due anni di indagini e di ricostruire il senso delle numerosissime conversazioni intercettate e che costituiscono la struttura portante della misura cautelare, non ha consentito di procedere, già in questo primo ed importante momento di confronto tra accusa e difesa, agli opportuni approfondimenti”.

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