Sanità & Massoneria, il Grande Oriente replica a Vullo

Il Gran Maestro Stefano Bisi scrive una lettera dopo le dichiarazioni rilasciate dell'ex manager del Papardo riguardanti presunti controlli del comparto a Messina da parte dei "fratelli muratori"

MESSINA. “Ci sembra che a Messina sia in atto da qualche tempo una vera e propria gara ad inseguimento a chi la spara più grossa tirando arbitrariamente e continuamente in ballo la presunta partecipazione della Massoneria non solo agli affari cittadini ma adesso persino alla gestione della Sanità pubblica che sarebbe ‘condizionata da lobby e massoni’. Inizia così la lettera inviata al direttore della Gazzetta del Sud, Alessandro Notarstefano, da Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dopo “le ultime e sconcertanti dichiarazioni di un manager che opera da tempo nella città dello Stretto”. Il manager in questione, ormai ex, è Michele Vullo, fino a poco tempo fa alla guida dell’Azienda sanitaria Papardo, che ha dato al quotidiano cittadino una sua visione delle dinamiche delle Sanità messinese. Non è la prima volta che il Grande Oriente replica ad affermazioni sulla sua influenza in città.

Scrive Bisi; “Nelle sue roboanti dichiarazioni che naturalmente, secondo una collaudata tecnica, sono sempre generiche ed hanno lo scopo primario di far passare nell’opinione pubblica un forte messaggio mediatico, in questo caso estremamente negativo nei confronti dell’Istituzione massonica che rappresento, il direttore generale tira in ballo addirittura sedicenti ‘tavoli massonici’ e, allargando il raggio d’azione, afferma che ‘in questa terra, soprattutto alla Regione, storicamente c’è una forte presenza della massoneria che condiziona la vita democratica dell’Istituzione’. Siamo estremamente indignati per una simile gratuita e violenta accusa. La Libera Muratoria – spiega – opera da sempre per l’affermazione della Libertà e della Democrazia e non permettiamo a nessuno di mettere in dubbio la lealtà e gli alti e nobili valori che la Massoneria trasmette in ogni Paese, a favore dell’Umanità”.

Il Garn Maestro si difende: “La gravità e la pericolosità di simili affermazioni che possono ingenerare reazioni inconsulte da parte di qualche mente deviata, ci sembra evidente e ci viene forte il sospetto che, ancora una volta, si voglia utilizzare la Libera Muratoria per per fini politici. In Sicilia ci saranno fra qualche mese le elezioni Regionali e anche tante scelte sulla nomina di manager pubblici toccheranno alla nuova presidenza. Ma, a noi massoni, non interessa minimamente sapere se il dottor Vullo “in uscita” dall’Ospedale Papardo e, a quanto pare commissario in pectore del Policlinico, sia iscritto a questo o a quel partito o ad associazioni. Ai liberi muratori messinesi, ben rappresentati dal Gran Maestro Aggiunto Santi Fedele e con il quale ho condiviso queste riflessioni, che non partecipano a operazioni affaristiche o operano spartizioni, preme sapere di essere ben rappresentati da manager che fanno l’interesse dei cittadini e il bene comune di tutti. Siano essi iscritti alla Massoneria o meno”.

Quindi, Bisi passa al contrattacco: “Quanto alla chiara allusione ai tavoli massonici sarebbe opportuno che il dottor Vullo sgombrasse il campo da ogni equivoco precisando nelle sedi opportune dove sono ubicati questi tavoli ed i soggetti che eventualmente ne fanno parte. Il Grande Oriente d’Italia non ha alcuna voglia di essere tirato dentro situazioni che non appartengono alle finalità dell’Istituzione e si tutelerà legalmente per il buon nome e l’immagine dei fratelli messinesi. Invitiamo il manager Vullo,  a fare le opportune distinzioni ed evitare accostamenti generici che si prestano facilmente alla manipolazione e sono irrispettosi per i massoni. E, qualora dovesse essere a conoscenza di violazione di norme o comportamenti poco trasparenti, lo invitiamo a rivolgersi alle sedi istituzionali delegate e non esternare accuse sui giornali. In tal caso avrà reso un servizio prezioso prima di tutto alla collettività. In caso contrario non ce ne vorrà ma considereremo le sue esternazioni infamanti illazioni miranti alla distorsione della verità ed a interessi di parte nei quali il Grande Oriente d’Italia non ha alcun ruolo”.

Il Gran Maestro
Stefano Bisi

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