Cinque invenzioni fantozziane diventate leggenda

Più potente dei siti di fake news, la spietata penna di Paolo Villaggio è riuscita a smantellare la storia del Cinema e mantenere vivi nella memoria prodotti non più esistenti o del tutto immaginari

 

Le “cagate” pazzesce

 

Nel “Secondo tragico Fantozzi”, Villaggio racconta come il protagonista fosse riuscito a farsi assumere come spugnetta per i francobolli. Una sequenza che dà il via a un crescendo rossiniano che si conclude con i 92 minuti di applausi alla celebre frase “La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!”. “Il potentissimo professor Guidobaldo Maria Riccardelli era un fanatico cultore del cinema d’arte che una volta la settimana obbligava dipendenti e famiglie a terrificanti visioni dei classici del cinema. In vent’anni Fantozzi ha veduto e riveduto: Dies irae di Carlo Teodoro Dreyer – sei ore –, L’uomo di Aran di Flaherty – nove tempi –, ma soprattutto il più classico dei classici, La corazzata Kotiomkin – diciotto bobine – di cui il professor Riccardelli possedeva una rarissima copia personale”.

Una sequenza immortale, questa, grazie alla quale Villaggio, in barba ai cinefili, è riuscito a far credere a tutti che si tratti di mattoni, più che di pellicole. In realtà, i tre film durano, rispettivamente, 105, 77 e 80 minuti, meno dei cinepanettoni.

 

 

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1 Commento su "Cinque invenzioni fantozziane diventate leggenda"

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Marco
Ospite

2 precisazioni: la prunella ballor appare per la prima volta nel primo film, durante la festa di capodanno organizzata dal rag. Filini e accompagnata dal Maestro Cannella e il ristorante “Al curvone” esiste ed è a Velletri. È lo stesso delle riprese della coppa cobram.

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