MESSINA. A distanza di sei giorni dalla revoca del professore Pierangelo Grimaudo dalla presidenza dell’Ente Regionale allo Studio Universitario di Messina (ERSU), l’Unione degli Universitari, organizzazione universitaria della CGIL, attacca la gestione dell’Ente. Al centro del comunicato dell’associazione vi è l‘atteso sussidio a favore di studenti con disabilità e la copertura delle borse di studio.

Di seguito il comunicato dell’Udu Messina: «La gestione dell’ERSU di Messina che fa acqua da tutte le parti. L’ultimo annuncio dell’ex Presidente dell’ente prof. Grimaudo, di cui è recente la notizia della revoca dell’incarico, raccontava di migliaia di euro stanziati a favore di studenti con disabilità. Un sussidio apparentemente lodevole e che non avrebbe dovuto ricevere critiche, senonché, si scopre, che gli annunci sono seguiti dal NULLA. Chiediamo chiarezza sui fondi che non vengono spesi e i motivi della mancata spesa. L’erogazione delle borse di studio si è ridotta notevolmente, abbassando la copertura delle stesse al 47%, penalizzando così gli studenti che hanno maggiormente bisogno di quei fondi per potersi permettere di studiare.
Lo diciamo e lo chiediamo a voce alta: perché le risorse stanziate per le borse di studio non vengono spese al 100% per le loro finalità iniziali? Perché molte economie e finiscono nell’avanzo del bilancio? A cosa serve accumulare milioni di euro non pagando borse di studio e servizi agli studenti? Vengono dirottati altrove? E se sì, dove vengono destinate? Come intende l’ERSU, pagare i lavori per la riapertura dalla casa dello studente di via Cesare Battisti? Non stavano arrivando 9 milioni di euro dalla Regione Siciliana per quei lavori? Che fine faranno questi soldi? Speriamo che questi interrogativi trovino risposte il prima possibile. Speriamo, altresì, che la futura Presidenza possa fare luce sulle scelte opinabili dell’ERSU degli ultimi anni. Inoltre, questa gestione ha prodotto dei danni agli studenti di tutta la Sicilia, poiché, la mancata erogazione delle borse di studio, in un sistema premiale, fa abbassare la percentuale regionale per ricevere ulteriori finanziamenti. Siamo stanchi di una gestione dell’ERSU irresponsabile e con meno tutele per il diritto allo studio degli studenti più in difficoltà, non possiamo più sopportare il silenzio che ha circondato questa gestione, con 2 rappresentanti degli studenti su 3 che hanno votato favorevolmente alla riduzione delle borse di studio.
Tutto questo è inaccettabile, chi rappresenta gli studenti deve rappresentare i bisogni e i diritti della comunità studentesca.
Auspichiamo che la futura governance coinvolga le associazioni studentesche e le organizzazioni sindacali per un confronto diretto, sereno e schietto per consentire, ad un ente strategico come l’ERSU, di fornire servizi e garantire diritti alle studentesse e agli studenti, particolarmente a quelli delle fasce più deboli. L’UDU, insieme alla CGIL, sarà sempre in prima linea per migliorare le condizioni di vita, di studio e la qualità dei servizi rivolti alle studentesse e agli studenti, senza alimentare una guerra fra poveri. Basta prenderci in giro, si cambi subito un metodo di gestione palesemente fallimentare.»

 

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