Santi Delia

CATANIA. Finalmente l’Ateneo di Messina avrà i rappresentanti degli studenti in tutti gli organi accademici. La prima sezione del Tar di Catania, infatti, ha accolto il ricorso della “Gea Universitas” di Ivan Cutè e Mirko Giacopello, difesi dall’avvocato Santi Delia, contro il decreto del Direttore generale dell’Università che aveva sospeso l’esito delle elezioni del 22 e 23 novembre 2016. Una circostanza che, in attesa della Camera di Consiglio di oggi, non solo aveva bloccato l’insediamento degli eletti nei Dipartimenti, ma anche negli organi maggiori, dove non vi erano stati problemi, con la conclusione che qualsiasi decisione di Senato e Consiglio di Amministrazione, fino ad ora, è stata presa senza il parere degli studenti. Il perché di quest’ultima questione? Il rettore Pietro Navarra ha spiegato che, per lui, le elezioni devono avvenire tutte nello stesso momento, e così, insediando solo parte degli eletti, si darebbe origine a uno sfalsamento di date. Ma ecco come è andata la vicenda.

Ivan Cutè

Tutto inizia quando alcuni candidati della lista Universo muovono contestazioni contro le autentiche delle “formazioni” di Gea Universitas e Sirio. Nel mirino, quelle fatte da Francesco Palano Quero, presidente della IV Circoscrizione. L’Università chiede un parere all’Avvocatura dello Stato di Messina, che risponde: Palano Quero poteva autenticare, ma solo nel suo territorio, suggerendo, inoltre, di indagare sui criteri di competenza e territorialità di tutte le liste. In seguito alle verifiche, di fronte al fatto che sui moduli prestampati delle liste vi era scritto Messina, l’Ateneo esclude dalla competizione quelle di Gea e Sirio, nonché alcuni candidati della stessa Universo. Gea presenta subito richiesta di istanza cautelare al Tar, che la accoglie, e lo stesso, con il medesimo risultato, fanno, alcuni giorni dopo, Sirio e Universo. Dopo le elezioni, che si svolgono con tutti i candidati previsti, il 15 dicembre la Camera collegiale di Catania, dà torto a Sirio e Universo. Di conseguenza, l’Ateneo decide di non insediare nessuno in attesa dell’udienza di Gea, che alle elezioni aveva ottenuto oltre 600 voti e 15 consiglieri nei dipartimenti (Giurisprudenza, Scienze Biologiche, Ingegneria, Scienze della Formazione) oltre al proprio candidato in Senato accademico in seno alla lista federata Orum.

Oggi, invece, con esito differente, è stato accolto il ricorso e tutti gli eletti dovranno essere insediati. In particolare, i giudici amministrativi hanno sottolineato che la presenza della scritta “Messina” nel modulo non avesse peso di fronte all’autentica della lista fatta dal sindaco di Brolo con tanto di timbro, il che lasciava presumere che le operazioni si fossero svolte nella cittadina tirrenica.

Spiega Ivan Cutè, fondatore di Gea: “Siamo riusciti a dimostrare che tutto ciò era fuori luogo, in quanto l’amministrazione universitaria e la commissione elettorale d’ateneo non hanno tenuto conto dell’atto di ricognizione, col quale si attestava e certificava l’avvenuta autentica nel proprio municipio di competenza, del Pubblico Ufficiale che aveva autenticato le 29 firme”. Gli studenti mostrano soddisfazione ma senza usare toni trionfalistici: “La giustizia ha fatto il suo corso, siamo stati fiduciosi sin dall’inizio. L’amministrazione universitaria avrebbe dovuto correre in nostro soccorso, in soccorso degli studenti che rappresentano il cuore pulsante dell’Università e non punirli. Oggi a vincere sono stati gli studenti che continueranno ad avere garantita la loro rappresentanza. Dobbiamo però dire grazie all’Avvocato Santi Delia che, forse più di noi, ha creduto in questa battaglia anche e soprattutto dopo che tutti avevano perso”.

Il prossimo round, ovvero l’udienza di merito, è stata fissata a febbraio del 2018, pochi mesi prima del rinnovo delle rappresentanze studentesche.

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