MESSINA. Sarà la Lupò costruzioni di Messina, per 428mila euro, a rinnovare i locali dell’ex palazzo delle Poste, all’angolo tra corso Cavour e via Loggia dei Mercanti (di fronte a palazzo dei leoni), per realizzare una palestra per conto dell’Università di Messina.

In una porzione del piano rialzato di Palazzo Mariani precedentemente occupata dagli uffici della posta centrale sorgeranno, su una superficie netta di circa 510 mq, sale per lo svolgimento delle attività fisiche e tutti gli ambienti di servizio a supporto: spogliatoi servizi igienici e docce: ingresso da corso Cavour e via secondaria da via Loggia dei Mercanti, nel palazzo che è classificato come A1 (immobile di interesse storico monumentale ed ambientale) e quindi sottoposto a vincoli stringenti da parte della Soprintendenza, che ha già concesso, nel 2014, i pareri favorevoli alla riconversione.

Dell’operazione se ne parla già nel 2014, quando il consiglio d’amministrazione dell’ateneo messinese decide di iniziare le procedure per la costruzione della palestra. A gennaio del 2015, l’Università aveva stimato in 683mila euro il costo dei lavori, comprensivi di tutti gli oneri e delle somme a disposizione dell’amministrazione, con base d’asta a 569mila euro. Come mai l’appalto è stato aggiudicato solo adesso, a tre anni di distanza? Perchè la gara è stata funestata da una serie di inconvenienti.

Nel 2016, l’appalto è stato aggiudicato provvisoriamente all’A.T.I. composta dalla Ditta capogruppo Impresit s.r.l. unipersonale di Rovito (Cs) e dall’associata Artedile s.r.l. di Pietrapaola (Cs), per l’importo di € 432mila euro. Senonchè, su segnalazione di un concorrente di gara (Lupò Costruzioni s.r.l., che successivamente si è aggiudicata la gara) è emerso un errore materiale nell’indicazione della percentuale di ribasso riferita ad una terza impresa, che nel verbale di gara veniva indicato una volta in16,629% e un’altra in 12,629.

Ulteriori verifiche su tutte le offerte economiche dei concorrenti ammessi ha fatto scoprire un altro errore, davvero clamoroso e uguale al primo: il ribasso di un’altra impresa veniva trascritto per errore come 30,074% anziché il reale 39,074%. Nello stesso verbale di gara n. 23 di febbraio 2016, due ribassi venivano riportato in maniera errata.

Questo ha comportato una rettifica dei ribassi trascritti erroneamente, del conseguente ricalcolo delle medie e della soglia di anomalia: per uscire dal disastro, si chiede aiuto all’Anac, l’agenzia nazionale anticorruzione, e si chiedono lumi su come trattare i due errori di trascrizione dei ribassi. L’Autorità dirime la controversia ritenendo corretta l’annullamento in autototela dell’aggiudicazione e si rifà tutto daccapo.

La delibera Anac arriva a fine aprile del 2017. Dal successivo riesame di tutte le offerte, emerge come vincitrice la Lupò costruzioni srl, che si aggiudica la gara con un ribasso del 33,555%.

 

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