MESSINA. Alle parole dell’ufficio comunicazione dell’Università degli Studi di Messina, che motivavano la scelta dell’amministrazione degli esami in presenza a partire da giugno, risponde l’associazione universitaria “Atreju” di Messina, una delle organizzazioni studentesche facenti parte della coalizione che ha lanciato la petizione per chiedere la prosecuzione della modalità blended e direttamente chiamata in causa dall’ufficio Unime, che in particolare sollevava una domanda ben precisa: «Perché i tirocini sì e gli esami no?». L’associazione universitaria, infatti, tempo fa aveva chiesto di effettuare i tirocini in presenza.

Di seguito la replica dell’associazione “Atreju”:

Riteniamo opportuno fare delle considerazioni in merito ai dubbi che hanno portato l’Amministrazione dell’Università degli Studi di Messina a considerare in contrasto le richieste presentate dai nostri rappresentanti in questi giorni, relative una all’effettuare il tirocinio in presenza per gli studenti del Corso di Laurea di infermieristica e l’altra – corredata da una petizione – avente ad oggetto il mantenimento della “Modalità mista” per la sessione estiva degli esami.

Precisiamo che la richiesta di svolgimento del tirocinio in presenza per gli studenti di area medica ed inoltrata esclusivamente alla direzione del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, è stata inviata dando seguito alla delibera del 15/02/2021 del Senato Accademico dove è stato stabilito che agli studenti già vaccinati fosse concesso di svolgere il tirocinio in presenza considerata l’importante valenza formativa dello stesso. Continuiamo nel ribadire che la richiesta riguarda solo ed esclusivamente studenti già vaccinati dove gli effetti di un eventuale trasmissione del Covid-19 sono notevolmente attenuati.

Ribadiamo inoltre di non aver mai espresso dissenso circa la ripresa degli esami in presenza ma semplicemente di aver voluto tutelare le componenti del corpo studentesco più fragili, più sensibili, più isolate e logisticamente in difficoltà. L’intenzione della petizione di cui siamo promotori è quella di consentire allo studente la possibilità di scegliere la modalità di svolgimento degli esami più consona alle proprie esigenze.

Ricordiamo, inoltre, che la maggioranza della popolazione studentesca ad oggi non ha ancora effettuato alcuna vaccinazione a differenza di corpo docenti e personale tecnico-amministrativo, per i quali la vaccinazione è ad uno stato avanzato.

Tutta la popolazione mondiale -noi giovani in primis- ha la necessità e la volontà di ripartire, ma crediamo che la ripartenza deve tenere conto della sensibilità di ogni studente ed essere posta in situazioni di sicurezza.

Sulla base di queste precisazioni vogliamo dimostrare come le situazioni messe a confronto dall’Ammimistrazione Universitaria non sono paragonabili, considerate l’enormi differenze che le contraddistinguono.

Auspichiamo, in definitiva, di avere un dialogo continuo e proficuo con l’Amministrazione Universitaria così da attuare in accordo iniziative che siano sempre più condivise e condivisibili. Le nostre intenzioni saranno sempre quelle di fare da megafono alla voce della popolazione studentesca nella speranza che la governance d’ateneo non si sottrarrà ad eventuali confronti.

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