All’iniziativa ‘’Un Caffè con le Istituzioni’’ di Martedì 26 Marzo hanno partecipato cittadini, associazioni del territorio e rappresentanti del consiglio circoscrizionale. Invitati anche Prefetto e Sindaco, ma assenti per impegni istituzionali.

MESSINA. Si chiama “Un caffè con le istituzioni” l’iniziativa che martedì 26 marzo ha radunato nel piazzale della Chiesa Normanna di Mili cittadini, associazioni del territorio e rappresentanti del consiglio della I Circoscrizione per fare il punto sulla situazione Chiesa Normanna di Mili San Pietro e il monastero annesso. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Ionio – Circolo Arci e dalla Ctg Lag Proteggiamo la Natura.

Presenti anche i consiglieri della I Circoscrizione Andrea Merlino e Nino Crupi, Rosario Caracciolo del gruppo di rievocazione storica di Mili San Pietro e Ivan Mirko Stanislao Tornesi della Pro Loco Messina Sud, la quale vorrebbe proporre la Chiesa Normanna di Mili già per il festival de ‘’Le Vie dei Tesori 2019″, in programma a settembre. All’iniziativa erano stati invitati anche il soprintendente, il sindaco e il prefetto, gli ultimi due assenti per impegni istituzionali.

Il vice presidente dell’associazione Ionio Eugenio Enea e il presidente della Ctg Lag Sebastiano Busà hanno discusso con i presenti sul lavoro e sulle azioni svolte in questi anni per salvare dall’oblio la Chiesa Normanna, condividendo infine le prossime azioni per chiederne la riapertura del monumento in tempi brevi. Nei prossimi giorni le associazioni invieranno una nota e una richiesta congiunta di incontro al prefetto.

La Chiesa Normanna di Mili, edificata nel 1091 dal Gran Conte Ruggero D’Altavilla, è di proprietà del Ministero dell’Interno (Fondo Edifici di Culto). Attualmente un’ordinanza prefettizia (la nr. 16100-2012/F.E.C.- Area IV) ne raccomanda la chiusura a causa delle cattive condizioni del monastero annesso, che possono rappresentare un rischio per la pubblica incolumità.

“Tuttavia la Chiesa, il cui ultimo intervento di restauro risale al 2004 – si legge in una nota – rimane in buone condizioni e sostanzialmente integra, come confermato dalla valutazione del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco n. 198 del 8/02/2012 e dalla nota n. 114942/2012 del 15/05/2012 dell’Area Coordinamento Salvaguardia Ambientale – Dipartimento Sanità – Ambiente – Tutela Pubblica e Privata Incolumità – Servizio Tutela Pubblica e Privata del Comune di Messina. Nella stessa nota prefettizia di cui sopra, veniva riportata la necessità di separare la via di accesso della Chiesa dall’area monasteriale attraverso una recinzione che impedisse l’accesso alle aree pericolanti del monastero. Quest’ultimo, di proprietà privata, nel 2018 è stato interessato da più crolli che, pur non intaccando la struttura della Chiesa, danno la dimensione dello stato di abbandono di questo importante sito e per cui è partito un procedimento penale a carico dei proprietari inadempienti. Proprio qualche mese fa, dopo diverse sollecitazioni dell’associazione Ionio, è stata realizzata dal Comune di Messina una recinzione. Le associazioni del territorio ritengono quindi che le possibilità di riapertura della Chiesa ci siano, ma è necessario che le istituzioni si impegnino in tempi brevi, iniziando con la chiusura del portale del ‘500 danneggiato da atti vandalici e in attesa di restauro da tanto tempo, nonostante ci sia già il progetto della Soprintendenza e la disponibilità di risorse del Fondo Edifici di Culto”.

Le associazioni intervenute invitano quindi ancora una volta le Istituzioni competenti a farsi carico delle responsabilità di cui sono investite e si muovano prontamente per rendere nuovamente fruibile la Chiesa.

 

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