MESSINA.  La buona notizia è che il diritto alla continuità territoriale sembra salvo, quella cattiva è che non si sa esattamente come avverrà la salvaguardia del principio. Il ministero dei Trasporti rinuncia alla “rottura di carico”, ma sui progetti di sviluppo sullo Stretto di Messina non si sbilancia.

“A conferma del servizio ferroviario a lunga percorrenza – spiega un comunicato del movimento popolare “Il Ferribbotte non si tocca” – il Ministero ha annunciato la costruzione di nuove navi senza specificarne le caratteristiche. Il particolare non è trascurabile – continua il comunicato – perché si vocifera già di navi gemelle dell’attuale “Messina” che potrebbero mantenere solo il servizio così com’è, con i noti tempi di attraversamento eccessivi per il farraginoso sistema di carico e scarico”.

Attualmente, quindi, resta tutto così com’è: i treni vengono smembrati, caricati sulle navi e riassemblati un paio d’ore dopo in Calabria, per proseguire verso le lunghe destinazioni. A lamentarsene è proprio il comitato promotore della protesta.

“Oggi la rottura di carico è archiviata – continua il comunicato – ma il governo non ha stanziato un solo euro in più per la modernizzazione dell’attuale sistema. Anzi, Rfi ha annunciato che il servizio di traghettamento veloce, gestito dalla società di Rfi Blueferries, potrebbe essere inserito nel contratto di servizio  per la continuità territoriale a costo zero”. Cosa significa, per il movimento popolare? “Significa che Rfi dovrebbe sottrarre risorse al servizio dedicato al traghettamento dei treni per sovvenzionare le navi veloci gestite da Blueferries”.

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