MESSINA. Una relazione da inviare al sindaco di Messina e un mare di sassolini nella scarpa da togliersi: Maurizio Puglisi, presidente del Teatro di Messina, il cui stipendio è stato sospeso nonostante la Legge istitutiva dell’Ente separi la figura di vertice dal consiglio di amministrazione (dimessosi e poi sciolto con la contestuale nomina a soprintendente di Salvatore Jervolino), anticipa a Letteraemme cosa ha scritto a Renato Accorinti, facendo luce su ciò che non gli torna. A cominciare proprio dal commissariamento, “avvenuto trovando l’escamotage della riforma dello Statuto per adeguarlo alle nuove disposizioni legislative in ordine al numero dei membri del Consiglio”.

Puglisi, perché parla di escamotage?

Il nuovo statuto dell’Ente è stato approvato con la delibera 22 dell’11 maggio 2015, trasmesso per l’approvazione e ricevuto dalla Regione il 22 maggio successivo. La legge istitutiva del Teatro, la 4 del 1995, prevede che ‘le deliberazioni riguardanti lo statuto, il regolamento organico e il trattamento economico e giuridico dei dipendenti e il bilancio preventivo e consuntivo… si intendono definitivamente approvate trascorsi 30 giorni senza che sia intervenuto alcun provvedimento’. Si tratta di una prassi nota e sempre applicata. Nel nostro caso, il dirigente della Regione, Lucio Caracausi, ha deciso di sospendere la decorrenza a partire dal 5 giugno per acquisire elementi istruttori. Successivamente, a luglio, ha richiesto ulteriori elementi che sono stati forniti il 7 agosto”.

E quindi?

Beh, da allora sono ulteriormente decorsi oltre 480 giorni, rispetto ai complessivi trenta previsti. Aggiungo che nella redazione del nuovo Statuto si era tenuto conto delle novità già contenute nella legge finanziaria dl 2012 relativamente alla riduzione dei componenti dei Consigli d’Amministrazione degli Enti Pubblici, prevedendo un espresso rinvio dinamico (recepimento automatico, ndr) alle normative, comprese quelle per cui ci è stato chiesto un adeguamento”.

Ma l’assessore Barbagallo, l’11 agosto, non firmò comunque un decreto che prevedeva l’obbligo di adeguare lo Statuto dell’Ente entro trenta giorni, riducendo i componenti del consiglio?

Sì, anche se il testo fu effettivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana il 27 novembre, e quindi i 30 giorni imposti sarebbero scaduti il 27 dicembre. Ad ogni modo, il 30 novembre, il consiglio di amministrazione ha assimilato il contenuto del decreto. Ripeto, inoltre, che lo Statuto da noi modificato prevedeva un recepimento automatico delle nuove norme e nulla si sarebbe dovuto modificare”.

La Regione, però, non è sembrata dello stesso avviso…

Già, visto che il 16 dicembre 2016, ancor prima quindi della scadenza del termine del 27 dicembre fissato per ‘l’adeguamento dello statuto’, l’assessore ha rappresentato l’opportunità di nominare un commissario straordinario, individuandone i compiti: le approvazioni del nuovo statuto e del nuovo regolamento, la riorganizzazione della pianta organica. Il 28 dicembre, poi, è stato sciolto il Consiglio, già decaduto perché tutti dimissionari, e, il 30, il Presidente della Regione ha dato mandato all’Assessore di individuare un commissario a cui affidare la gestione temporanea dell’Ente”.

E arriva Jervolino, che lei conosceva già…

Sinceramente, sulla scelta fatta nutro dubbi sia in ordine alla legittimità che all’opportunità”.

Perché?

“Per quanto riguarda la legittimità, le norme regionali sulle nomine indicano l’impossibilità di designare persone facenti parti di organi di controllo della struttura che devono gestire. Francamente, per me vale relativamente la circostanza che il 29 dicembre 2016 Jervolino abbia rassegnato le proprie dimissioni da Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Teatro per assumere la carica di Commissario straordinario, soprattutto alla luce di un rapporto conflittuale tra il Collegio e gli organi di gestione che ha determinato le dimissioni dei Consiglieri d’Amministrazione, tanto per spiegare la mancanza di opportunità”.

Presidente, ma il commissario, nominato tre mesi, giusto il tempo di ricostituire il consiglio, sta portando avanti i compiti assegnati?

Secondo me, no. Jervolino, dopo aver esautorato di fatto la figura del Presidente del Teatro, non ha minimamente provveduto ai compiti affidatigli. Fino ad ora, infatti, la ‘riforma dello Statuto’ riguardante la riduzione a tre del numero dei componenti, ammesso che sia necessaria, così come il regolamento di organizzazione con relativa dotazione organica, peraltro già approvato dal precedente Cda, non hanno visto la luce. Parallelamente, vengono svolti compiti e compiuti atti di straordinaria amministrazione che non rientrano in quelli specifici del Commissario”.

Ad esempio?

Penso alla rimozione dei direttori artistici, invocando “il rapporto fiduciario” con il Consiglio, come se il Commissario dovesse rimanere per sempre al suo posto, nonostante dei contratti validamente sottoscritti. Così come l’affidamento o la revoca di incarichi legali che vengono dati invocando anche qui il rapporto fiduciario con un organo ‘straordinario e provvisorio’ e con compiti ben definiti”.

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