TAORMINA. Dopo la battaglia giudiziaria per la gestione del festival del cinema di Taormina, nasce una nuova querelle. Stavolta è l’utilizzo del marchio “Taormina film festival” il pomo della discordia tra Videobank, già nell’agone per la gestione, e Taormina Arte. All’origine un debito di Taoarte nei confronti di Videobank di 330 mila euro. La società di Belpasso ha fornito i servizi video al festival per diversi anni, accumulando credito nei confronti della Fondazione taorminese che non li ha finora pagati. Debito che era noto sin dalla promozione del bando di gestione della 63esima edizione e durante l’acre querelle tra Videobank e Agnus Dei. Adesso la società catanese ha fatto valere le sue ragioni economiche, ottenendo il pignoramento del marchio. Lo scorso maggio il “Taormina film fest” è stato depositato all’Ufficio brevetti ed è in fase di valutazione, se non dovesse essere soddisfatta la richiesta di Videobank di ricevere il pagamento dovuto delle passate annate, il marchio potrebbe essere venduto all’asta. A maggio, ovvero poco dopo la sentenza del Tar che aveva visto tutti sostanzialmente perdenti, la contesa per la gestione del film fest tra la Agnus Dei di Tiziana Rocca e Videobank aveva prodotto un nulla di fatto che aveva costretto Taorte a un’organizzazione lampo e in tono minore.

Secondo il Tar di Catania, Videobank non aveva attestato un requisito richiesto dal bando che aveva vinto, e cioè non aveva dimostrato di avere esperienza pluriennale nella gestione di kermesse di questo genere. Di contro la Agnus Dei di Tiziana Rocca non aveva presentato in tempo la domanda di partecipazione al bando. Un pasticcio che ha danneggiato soprattutto il festival di Taormina fino addirittura a rischiare che per la prima volta in 63 anni il festival del Cinema nato a Messina, poi diventato uno dei momenti clou degli eventi culturali della perla dello Ionio, si fermasse. Ipotesi scongiurata da un’organizzazione in extremis che ha costretto ad una versione parecchio più sobria dell’edizione di quest’anno, dal 6 al 9 luglio.

Il marchio del Film festival non è però ancora perso: “Siamo in trattative, stiamo cercando di individuare gli strumenti per risolvere il debito che abbiamo nei loro confronti – spiega Ninni Panzera, segretario generale di Taormina arte -. Avremo un incontro con Videobank nei prossimi giorni”.

“Siamo pronti a fermare tutto se riceveremo le garanzie necessarie”, spiega invece Lino Chiechio di Videobank.

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