MESSINA. Ci voleva l’arrivo del Dalai Lama a Messina, e l’incarico conferito dal Comune aTaormina Arte per organizzare la due giorni, perché tutta la città si accorgesse dell’esistenza della Fondazione, e ne discutesse come se tutti i nodi fossero venuti al pettine domenica scorsa. E invece c’era chi, già nel 2016, aveva puntato l’indice e chiesto chiarezza.

CittadinanAttiva, a maggio dell’anno scorso, aveva inoltrato un ricorso per bloccare l’iter di cessione di un immobile del comune di Messina, all’ex Mandalari, da conferire come patrimonio della Fondazione che stava per essere costituita. Prima della definitiva trasformazione di Taormina Arte da Comitato in Fondazione, i tre soci avrebbero rimpolpato il patrimonio della nascente struttura, con un immobile ciascuno: la Città Metropolitana avrebbe trasferito la proprietà dell’Hotel “Panorama di Sicilia” di Castelmola e la caserma dei Carabinieri vicino al Palacongressi, il Comune di Taormina la ex Pretura (utilizzata da Taoarte per una mostra sul Festival) e quello di Messina un immobile dell’ex Mandalari (che però risultava inizialmente non disponibile).

Su questo, CittadinanzAttiva ha dato battaglia: con una nota del 19 gennaio 2016, il legale dell’associazione Filippo Patanè diffidava Palazzo Zanca e chiedeva la revoca dell’atto, “stante l’indisponibilità del bene detto ex Ospedale Isolamento quale bene destinato ad un pubblico servizio. La dismissione di un bene, incluso nella categoria dei beni patrimoniali indisponibili di un Comune, ex art. 826, terzo comma, cod. civ. con conseguente regressione al patrimonio comunale disponibile, necessitano di una manifestazione di volontà, espressa in un atto amministrativo”. Pertanto, posto che la costituzione di una dotazione patrimoniale a beneficio della generanda “Fondazione Tao Arte” implicherebbe, in ultimo, un atto di dismissione del bene, conferendo bene che di fatto verrebbe alienato contrariamente allo stato di diritto cui è soggetto; che ogni eventuale atto di dotazione o di indirizzo appare quindi improcedibile od imperseguibile, anche perché contrario alla destinazione a pubblico servizio alla quale è soggetto il bene”. 

Il bene, sosteneva il legale, non poteva essere dismesso, nonostante la delibera di giunta di dicembre 2015 di individuazione del bene, quella di aprile 2016 di conferimento poi inoltrato al consiglio comunale (non approvato) per competenza. Il problema, quindi, era già conosciuto un anno, ed era stato pressochè ignorato, da tutti tranne che da CittadinanzAttiva. Un primo regalo il Dalai Lama l’ha fatto: adesso tutti conoscono i rapporti tra Messina e Taormina Arte. Anche chi in aula avrebbe dovuto conoscerli da tempo, e invece se ne è accorto solo domenica

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