MESSINA. Non per una, ma per ben due volte, il commissario straordinario della fondazione Taormina Arte Bernardo Campo ha scritto al comune di Messina, per invitarlo a sanare la sua posizione nei confronti dell’organismo, anche (e soprattutto) alla luce della decisione del consiglio comunale di rimanere all’interno di TaoArte, con la bocciatura della proposta di delibera dell’amministrazione di Cateno De Luca, che invece ne voleva uscire.

Ma da parte del comune di Messina, di risposte non ne sono arrivate: le due comunicazioni sono state ignorate, tanto che lo stesso Campo ha “preso atto” del silenzio messinese e sta procedendo d’ufficio alla cancellazione  di Comune e Città metropolitana da soci della fondazione, mentre il consiglio comunale, che ha titolarità sulla materia, si era espresso invece molto chiaramente, e per due volte, sulla permanenza.

Un atteggiamento, quello del Comune, inspiegabile, se non con la pervicacia di rimanere sulla propria posizione nonostante il consiglio comunale, che sulla permanenza in TaoArte ha competenza e potere d’iniziativa ne abbia espressa una nettamente diversa.

Bernardo Campo scrive per la prima volta il 13 marzo, in piena emergenza covid-19, una lettera di “richiesta conferimento beni al fondo di dotazione indisponibile ex art 5, comma 3 dello Statuto della Fondazione Taormina Arte Sicilia”: questo perchè, all’atto costitutivo della fondazione che nel 2017 ha preso il posto del comitato, il Comune aveva conferito, quale patrimonio immobiliare, l’ex ospedale di isolamento del villaggio Ritiro-Giostra, senza che però la cessione fosse mai formalizzata. E Campo batte cassa presso Palazzo Zanca: “si invita a voler individuare un bene da conferire al fondo di dotazione”

Questo perchè, nel frattempo, la nuova amministrazione guidata da Cateno De Luca aveva disposto “il recesso unilaterale della partecipazione del Comune di Messina dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia”: proposta di delibera bocciata dal consiglio comunale, che invece in TaoArte ha espresso la volontà di rimanerci eccome.

Per questo, un mese e mezzo dopo, il 27 aprile, e non avendo ricevuto alcuna risposta, Campo riscrive al Comune, mettendo stavolta in copia anche i trentadue consiglieri comunali, ai quali nessuna comunicazione era arrivata, e ricordando a tutti che il mancato conferimento dell’immobile, a norma di statuto, potrebbe determinare l’esclusione del socio fondatore: proprio ciò che l’amministrazione De Luca vuole.

E infatti, la lettera si conclude con la notifica di avvio del provvedimento amministrativo di esclusione del comune di Messina dal novero dei soci, sostanziata nella delibera della fondazione, pubblicata ieri 3 maggio, in cui si “prende atto” del silenzio dell’amministrazione comunale (e di quella della Città metropolitana, di cui sindaco è lo stesso De Luca) e l’avvio delle procedure per “la fuoriuscita della Città Metropolitana di Messina e del Comune di Messina dalla compagine fondativa della Fondazione Taormina Arte”.

I consiglieri comunali sostengono di non aver mai ricevuto alcuna comunicazione da parte del Comune circa le lettere del commissario di TaoArte (forse per i problemi con le loro pec sorti durante il periodo di lockdown) . In sostanza, non rispondendo alle sollecitazioni di Bernardo Campo, l’amministrazione ha permesso che si portasse avanti la sua linea politica di fuoriuscita da TaoArte, e non la volontà del consiglio comunale (che sulla questione ha titolarità della competenza) di restarci.

E adesso, tra i banchi del consiglio, c’è chi giura che sarà guerra.

 

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