MESSINA. È stato presentato giovedì, 9 aprile, al Caffè Lettarario Volta Pagina, “Sinnoco”, il board-game su Messina ideato dall’oggi avvocato Marco Siligato, classe ’97, in collaborazione con l’amica e coetanea Simona Sagone. Il gioco, articolato attorno a una mappa della città, suddivisa in circoscrizioni e rioni, punta a raccontare la città di Messina attraverso i suoi rioni, le sue tradizioni e le sue peculiarità, senza dimenticare cibo e modi di dire: vince chi diventa “sinnoco”.

“Il gioco nasce come idea tre anni fa – precisa Marco Siligato – come sfogo e distrazione durante la preparazione dell’esame d’avvocato che ho sostenuto nel 2023. Nasce in maniera diversa rispetto alla versione odierna, che è quella a cui ho lavorato con Simona, ma sempre col focus sulla città ed in particolare sui rioni, la loro bellezza e la loro storia”. Dopo una prima versione embrionale, dunque, il gioco è stato presentato lo scorso anni al “Muvemuni”, in una sua versione semplificata, e per l’occasione le squadre in gioco erano chiamate a posizionare sulla mappa cittadina rioni e monumenti, registrando un forte entusiasmo soprattutto tra i più giovani. Un riscontro che ha fornito la spinta decisiva per completare il progetto nella sua forma attuale. Il gioco si articola attorno a una mappa della città suddivisa in circoscrizioni e rioni. A caratterizzarlo sono soprattutto elementi identitari fortemente radicati nella cultura messinese: dai personaggi iconici del dialetto locale – come “zalli”, “babbiddiu” e “testa chi frisca” – fino a cibi e oggetti tipici, tra cui il “san daniele”, l’“arancino”, le “braciole” e persino il “drone”. Non mancano i luoghi storici della città, che i giocatori devono collocare correttamente nei rispettivi rioni, mettendo alla prova conoscenza e intuizione. Obiettivo dichiarato del gioco è vincere le elezioni comunali e diventare sindaco di Messina. Tuttavia, il percorso per raggiungere il traguardo si sviluppa secondo dinamiche lontane dalle regole elettorali tradizionali: i partecipanti devono muoversi strategicamente tra le circoscrizioni, “infigghiozzando” gli elettori e “sciarriandosi” con gli avversari, in un intreccio di competizione e ironia. Le regole, anche se articolate, si basano su meccanismi accessibili: i giocatori scelgono un personaggio e utilizzano i dadi per pescare carte utili a rafforzare la propria posizione o ostacolare gli altri. Successivamente, possono acquisire rioni o monumenti, costruendo progressivamente il proprio consenso. Per ottenere la vittoria e il titolo di “sinnaco”, è necessario conquistare almeno tre quartieri – ovvero la maggioranza dei rioni – e individuare correttamente la collocazione di almeno dieci luoghi iconici. Fin dalla sua ideazione, il progetto è stato pensato per essere condiviso. Gli ideatori hanno infatti organizzato e partecipato a eventi pubblici, trasformando il gioco in un’esperienza collettiva. In particolare, il riscontro riscosso durante l’evento del 9 aprile ha confermato il forte interesse del pubblico, generando anche le prime richieste di commercializzazione. Proprio su questo fronte si stanno ora concentrando le valutazioni degli autori, intenzionati a individuare soluzioni che mantengano intatta la coerenza con i valori originari del progetto. L’obiettivo è quello di proporre non solo un prodotto di intrattenimento, ma un vero e proprio simbolo culturale della città, capace di attrarre turisti e consentire a chiunque di portare con sé un frammento di Messina. Il successo del gioco sembra, infatti, risiedere proprio nella sua capacità di creare un forte senso di appartenenza. Giovani e adulti si riconoscono nelle espressioni dialettali, riscoprono luoghi e tradizioni, rivivono esperienze legate ai quartieri cittadini. Un connubio tra memoria e scoperta che rende il progetto non solo ludico, ma anche profondamente identitario.




