MESSINA. Pare non esserci tregua per la Scuola Leopardi. Dopo la lunga vicenda della chiusura, preceduta dallo spostamento del seggio elettorale per via della pericolosità sismica, arriva una nuova grana. Nel lungo curriculum dell’ingegnere Giuseppe Chiofalo, infatti, arrestato ieri dalla mobile di Ragusa, anche la direzione dei lavori per l’Istituto comprensivo di Minissale. Convinto sostenitore della pericolosità sismica della struttura, avrebbe dovuto seguire i lavori il cui inizio sarebbe – a questo punto il condizionale è d’obbligo – previsto per mercoledì prossimo. Per l’adeguamento sismico dell’Istituto Leopardi, scuola elementare e media, il Comune di Messina ha ricevuto il finanziamento della Protezione civile di 2 milioni 315 mila euro, soldi che otterrà soltanto dopo il rendiconto finale. L’inizio dei lavori era previsto per il 2 gennaio. L’adeguamento sismico aveva poi subito una prima proroga all’1 marzo e una seconda al 15. L’ingegnere Chiofalo però è da ieri agli arresti domiciliari.  E dovrà correre adesso il Comune per superare quest’ulteriore grana: per ottenere i finanziamenti, infatti, il costo dei lavori dovrà essere rendicontato entro novembre del 2018. Per mercoledì prossimo era previsto l’inizio dei lavori per la sola parte che riguarda la palestra, così da consentire lo svolgimento regolare dei lavori. Solo dopo la chiusura scolastica sono previsti invece gli interventi più consistenti che di fatto dovranno ricostruire quasi completamente il plesso scolastico. Un intervento di adeguamento sismico parecchio consistente che dovrebbe terminare dopo più di un anno dall’inizio. Sempre che si inizi. Intanto il Comune non ha ancora comunicato alla dirigenza scolastica dell’Istituto “il reperimento di una scuola in cui poter trasferire le attività didattiche”, scrivono dalla Leopardi in una lettera inviata tra gli altri anche al direttore dei lavori. Mentre il dipartimento patrimonio lo scorso 27 gennaio ha dichiarato chiusa con esito negativo la ricerca di mercato di un immobile sostitutivo. E, ad più di un mese dal fallimento della prima, nessuna nuova ricerca è stata finora avviata. 

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