MESSINA. E’ una vera rivoluzione alla viabilità quella che sta interessando il villaggio di San Michele, sopra il rione di Giostra. Otto semafori in 50 metri, un senso unico alternato e anche delle sbarre di ferro che verranno posizionate davanti ad ogni varco di accesso al torrente. Il motivo? Dopo l’alluvione dello scorso anno, con ordinanza sindacale n. 236 del 18 ottobre 2019, l’Amministrazione aveva gettato le basi per un intervento che avrebbe permesso ai residenti della zona di parcheggiare su una corsia della strada, piuttosto che nel torrente.

Al termine dei lavori, dalla chiesa a valle del villaggio fino a contrada Pisciotto vigerà un senso unico alternato regolato da due semafori: uno collocato a monte e uno a valle. Ma sono tre le fasi previste: un verde per chi scende, un verde per chi sale e uno per chi esce dai condomini. Quest’ultimi saranno comunque obbligati a scendere. Degli otto semafori, infatti, quattro sono stati collocati davanti ai cancelli dei condomini (anche se, stando ad alcune lamentele giunte alla consigliera del V Quartiere, Lorena Fulco, “non si vedono nemmeno bene”), uno davanti ad un garage e uno davanti al torrente Cardillo (che però è intransitabile). Questo per evitare scontri frontali.

Ciò che però ha sollevato più polemiche è il collocamento delle sbarre di ferro ai varchi di accesso del torrente San Michele, con tanto di cartello che istituisce un divieto di accesso. Le sbarre verranno chiuse quando ci sarà allerta meteo arancione o più grave, spiega l’assessore alla Protezione civile Massimiliano Minutoli, “mentre i cittadini potranno passare quando non ci sarà cattivo tempo, come hanno sempre fatto e consapevoli che il torrente non è transitabile. Questo mentre portiamo avanti il progetto degli attraversamenti. Ci mancano solo alcuni pareri”.

Ma il vero problema è per chi sta dall’altra parte del torrente: i residenti, infatti, possono raggiungere la propria casa solo attraversandolo. A farsi portavoce di questi disagi è la consigliera Lorena Fulco: “Non si può collocare un divieto di accesso in un torrente, perché che sia intransitabile lo sanno tutti. E per la stessa logica non si può collocare un semaforo che regoli l’uscita dal torrente Cardillo, visto che non ci si può entrare. Ma comunque, torniamo al torrente di San Michele: avrebbe avuto più senso un divieto di sosta, quello di accesso non è altro che uno scarico di responsabilità per dire che i cittadini erano stati avvisati”.

“Di questi lavori si era parlato l’anno scorso – prosegue Lorena Fulco – e si era parlato per esattezza della collocazione dei semafori per il senso unico alternato, della possibilità di parcheggiare su una corsia e dell’istallazione di alcune passerelle che avrebbero dovuto permettere l’attraversamento del torrente per raggiungere le abitazioni che si trovano sull’altra sponda”.

“Il mio timore adesso – conclude la consigliera del V Quartiere – è che la messa in sicurezza del torrente finisca nel dimenticatoio a causa di questi interventi temporanei, insieme alla possibilità di realizzare un progetto che prevede la costituzione di una corsia alternativa scavando il letto del torrente, al fine di allargare la strada“.

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