MESSINA. È il giorno di Matteo Salvini a Messina. Il leader del Carroccio, in perfetto orario sulla tabella di marcia, è giunto da pochi minuti al Palacultura, presidiato dalle forze dell’ordine all’ingresso. 

 

 

Ad attendere il parlamentare un centinaio di contestatori, fra i quali le associazioni “Unione degli Studenti”, “Studenti Indipendenti Unime” e “Rete della Conoscenza”, che hanno lanciato la mobilitazione a suon di #NienteAranciniPerSalvini. In mattinata gli studenti avevano esposto un manifesto alla passeggiata a mare, proprio davanti alla statua del Nettuno.

Al Palacultura, Salvini ha sosrpreso tutti: mentre fuori un centinaio di manifestanti intonava cori  e protestava, il leader del Carroccio è entrato al Palacultura senza che nessuno se ne accorgesse. A chiamare i giornalisti, dato che la conferenza stampa stava per iniziare, è stato il consigliere comunale di Forza Italia Pippo Trischitta.

Al tavolo, con Salvini, il segretario regionale di Noi Con Salvini Angelo Attaguile e la coordinatrice provinciale Luciana Verdiglione. Se Attaguile si è attenuto ad un intervento istituzionale (“Noi non siamo contro ‘immigrazione, siamo contro un’invasione: non permetteremo che a Messina si crei un secondo Cara di Mineo”, ha spiegato il parlamentare), Luciana Verdiglione ha dato notizie molto gravi, delle quali non ha spiegato la provenienza: “Sulle navi ci sono ottocento immigrati, e molti hanno la tubercolosi”.

Ad intervenire, prima del segretario della Lega,  un medico del 118, che ha denunciato il piano di ridimensionamento, specificando di non parlare a titolo ufficiale ma a titolo personale, e due cittadini che hanno informato Salvini rispettivamente della crisi idrica di un anno e mezzo fa, e degli immigrati che avrebbero vestiti “superiori alla media dei messinesi”, invitando il sindaco ad amministrare Messina e non paesi africani non meglio identificati. La sua rabbia, specifica, è diretta a chi amministra male la città e si nasconde dietro paraventi terzomondisti. Poi tocca a Salvini.

“Sono in una terra col 22% di disoccupazione e oltre il 50% di disoccupazione giovanile. Il vostro sindaco non so da quale uovo di Pasqua l’abbiate tirato fuori, che era nato per rottamare ed è ancora in sella coi voti degli amici degli amici, del Pd e di Forza Italia (in prima fila c’è Pippo Trischitta di Forza Italia, ndr). La Sicilia potrebbe essere capitale mondiale del turismo invece vi hanno scelto come discarica di clandestini, non capisco perché. Noi stiamo accogliendo non gente che scappa dalla guerra ma gente che rischia di portarcela in casa, la guerra. Noi veniamo in punta di piedi, ascoltiamo e lasciamo le città più pulite di come le troviamo, non come le zecche dei centri sociali. Non fatevi rubare tre ambulanze, non regalate pezzi di città a gente che non scappa dalla guerra. Io ci tornerò fino a che non ce l’avremo fatta. Io tengo i piedi ben piantati per terra: se al mercato del pesce di Catania decine di lavoratorimi dicono “Salvini pensaci tu” vuol dire che la vecchia politica ha fallito. Io semino, raccolgo, ascolto e risolvo. Io battaglio a Bruxelles da anni perché la nostra pesca e la nostra agricoltura vengano difese. Io non sono per lasciare morire la gente in mare. Si soccorrono tutti, si curano tutti, ma poi si rimandano tutti indietro”.

Alla fine dell’intervento anche la foto rituale con l’arancino.

 

Nei video in basso la contestazione dei gruppi studenteschi.

 

 

 

 

Le foto:

 

 

 

 

 

 

 

 

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