MESSINA. Uno studente dell’univerità di Messina, Yasin Mirzaei Qaleh Zanjiri, è morto ammazzato in Iran lo scorso 9 gennaio nel corso della repressione alla rivolta contro il regime degli Ayatollah che sta infiammando l’Iran da giorni. A riportarlo vari siti, social media e portali che seguono da vicino le sorti della rivoluzione. Yasin è stato ucciso a Dareh Deraz. Due anni fa era tornato nella sua provincia d’origine, il Kermanshah. La circostanza è confermata da suoi colleghi di studio iraniani.
Ad esprimere profondo cordoglio per la scomparsa del giovane, è l’Associazione M31, “che intende portare all’attenzione pubblica la nostra vicinanza alle centinaia di studentesse e studenti iraniani che fanno parte della comunità dell’Università degli Studi di Messina e che stanno dimostrando coraggio nella lotta per la libertà e i diritti fondamentali”.
“Abbiamo già scritto alla Magnifica Rettrice chiedendo all’Ateneo di esprimere formalmente solidarietà nei confronti degli studenti iraniani coinvolti nelle recenti proteste. Riteniamo infatti che l’Università, così come ha fatto in passato — ad esempio con la decisione di interrompere i rapporti con la Hebrew University of Jerusalem — abbia una responsabilità essenziale nel promuovere la cultura della pace, della tolleranza reciproca e del rispetto dei diritti umani. I valori istituzionali dell’Ateneo richiedono che non si resti indifferenti di fronte a violazioni dei diritti civili e politici, specie quando queste colpiscono membri della comunità accademica o ne toccano la dimensione umana e culturale. Apprendiamo con dolore la notizia dell’uccisione dello studente Unime Yassin Mirzae, vittima della repressione in Iran presso Dareh Deraz, e la tragedia che ha colpito migliaia di persone impegnate nella stessa richiesta di libertà. A nome dell’Associazione M31 rinnoviamo la nostra ferma condanna di ogni forma di violenza e sopruso e manifestiamo la nostra vicinanza più intensa alle famiglie, agli amici e a tutti gli studenti colpiti da questa crisi. Con questo comunicato ribadiamo la richiesta già avanzata alla Magnifica Rettrice: che l’Ateneo organizzi un momento pubblico di incontro e di memoria in ricordo del nostro collega barbaramente ucciso, per testimoniare solidarietà, chiedere verità e giustizia e offrire supporto concreto alla comunità studentesca coinvolta”.
A seguito la dichiarazione di due componenti dell’associazione M31, Francesco Carabellò ed Emilia Pace: “Abbiamo la fortuna di vivere un’università cosmopolita. Viviamo ogni giorno a contatto con studenti provenienti da tutto il mondo, diventiamo amici e condividiamo con loro stati d’animo ed emozioni. Oggi apprendiamo con profondo sgomento che è un studente Unime, Yassin Mirzae, ha perso la vita nella lotta per la libertà. È necessario che termini la dittatura degli Ayatollah e che si ritorni a rispettare i diritti umani e politici”.


