Messina-andamento-decessi

 

MESSINA. Come se l’è cavata Messina durante la quarta ondata di coronavirus? Meglio del previsto. Secondo il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie, infatti, la Città dello Stretto è sempre stata all’interno dei valori previsti, non toccando mai del tutto le cifre delle previsioni e restando anzi sempre al di sotto degli aumenti calcolati. In due parole, sono morte meno persone di quanto ci si aspettasse.

A comunicarlo lo stesso Ministero con il rapporto settimanale del sistema di sorveglianza mortalità giornalierà (SISMG), che evidenzia come la mortalità a Messina, a parte qualche picco all’inizio del 2021, sia sempre quotidianamente in linea con la baseline (il punto di riferimento rispetto al quale si calcolano le variazioni), così come quella settimanale, sempre all’interno dei parametri previsti. 

Il report evidenzia poi come tra le città del sud, Messina risulti anche tra quelle che meno hanno rispettato (in senso positivo) le previsioni, con una variazione del -62% tra i casi osservati e quelli attesi solo nel mese di gennaio. Uno dei dati migliori di tutto il meridione e trend costante già da un paio di mesi, ma con un particolare: i dati spesso venivano inviati in ritardo.
Un ritardo nella recezione dei numeri infatti potrebbe portare a un calcolo di “decessi attesi” non del tutto preciso, e questa potrebbe essere tra le principali cause dell’andamento della città rispetto al resto d’Italia.

Andamento che comunque potrebbe anche essere dovuto semplicemente al fatto che la variante Omicron del Coronavirus risulta essere molto meno aggressiva rispetto alle precedenti: dunque, anche se ci sono stati più casi positivi, molti ne sono usciti senza gravi conseguenze.

E il resto d’Italia? Il rapporto aggiornato al 1 febbraio 2022 evidenzia una mortalità in linea al nord e in lieve aumento al centro sud rispetto alla settimana precedente. Ma anche in questo caso gioca un ruolo importante l’aggressività della variante Omicron: «Un confronto tra ondate epidemiche di COVID-19- commentano dal Centro Nazionale- in termini di eccesso di mortalità evidenzia che, nonostante il numero molto più elevato di casi COVID-19 nell’ondata in corso, l’impatto sulla mortalità è più contenuto rispetto alle ondate precedenti. Durante la quarta ondata (1 dicembre 2021 e 1 febbraio 2022) si osserva un eccesso di mortalità del 13% rispetto a valori intorno al 30% nelle prime due ondate».

 

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