MESSINA. Si conclude con la posa di una targa commemorativa, dedicata alle vittime di omobilesbotransfobia il percorso avviato da Arcigay Messina Makwan nel 2015. La targa verrà scoperta Martedì 17 Maggio 2022 alle ore 17,00 all’interno della villetta Quasimodo (“villetta Royal”).

“È stato un iter lungo e piuttosto complesso. La richiesta iniziale prevedeva una targa per le vittime omosessuali durante il periodo del nazifascismo ed infatti in quella direzione verteva l’approvazione arrivata nel 2016 dall’allora giunta Accorinti. Ma dopo l’approvazione il percorso che sembrava essere in discesa, tanto che pensavamo ad una rapida conclusione, a causa di non comprensibili motivi si arenò. Nel frattempo si giungeva a fine consliatura e quindi tutto doveva essere rimandato a chi avrebbe amministrato la Città successivamente. Non appena si è insediata la nuova Amministrazione, come abitudine di quest’Associazione abbiamo riprotocollato la documentazione chiedendo che quanto approvato dalla Giunta precedente in merito alla Targa riprendesse l’iter per giungere a conclusione. Dopo varie peripezie e la discussione in commissione toponomastica si è giunti a sintesi e quindi gli uffici hanno potuto definire gli aspetti tecnici. Nel frattempo però abbiamo valutato la possibilità di modificare la dicitura in quanto quella iniziale era limitata solo alle vittime del nazifascismo e quindi circoscritta ad un tempo definito. Il nostro intendimento nel modificare la dicitura è stato quello di ricordare le vittime di violenza omobilesbotransfobica di ogni tempo”, spiegano i promotori in una nota.
La targa sarà posta all’interno della villetta a ridosso di via del Vespro, “per ricordare anche l’efferato delitto ancora senza colpevoli di Emanuele Bertè, in arte Wanda, avvenuto proprio in via del Vespro”.

“Auspichiamo – prosegue la nota – che questa targa oltre a ricordare le vittime innocenti uccise solo perché avevano un orientamento sessuale o identità di genere non conforme al pensiero dominante possa essere per chi si ferma a leggere un motivo di riflessione perché nessun* persona debba morire per mano violenta per il proprio modo di amare”.

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