MESSINA. “invito pertanto a voler procedere al ritiro del docufilm dalla distribuzione, ed alla sua revisione e integrazione”. Firmato Renato Accorinti, sindaco di Messina: la città dimenticata dal documentario “Caravaggio, l’anima e il sangue” prodotto dalla Magnitudo Film e Sky Theatrical production on arts, proiettato in questi giorni nei cinema italiani, in cui viene totalmente ignorato il periodo trascorso in città da Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio e mai citate neppure le due opere concepite dall’artista tra i più amati del mondo in riva allo Stretto, la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei pastori.

“Con la presente desidero esprimere il mio stupore e la mia indignazione in merito al fatto che nel docufilm del regista Jesus Garces Lambert sia stato completamente ignorato il soggiorno messinese dell’artista e ancor più le opere realizzate nella nostra città”, scrive Accorinti all’amministratore delegato della Magnitudo film Francesco Invernizzi e alla direttrice artistica di Sky Theatrical production on arts Cosetta Lagani, ma anche a Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, al suo omologo della regione Siciliana, Vittorio Sgarbi, ed a Caterina Di Giacomo, direttrice del Museo regionale di Messina.

“Che fine ha fatto il soggiorno messinese?”, tuona  Accorinti, dopo aver ripercorso i diversi passaggi della vita breve ma intensa di Michelangelo Merisi. “Per quale motivo non si parla dei sei mesi trascorsi da Caravaggio a Messina? Pur avendo consultato molti documenti – rivela il sindaco – il team di studiosi che ha ritenuto giustamente corretto l’utilizzo del certificato di nascita dell’Archivio storico Diocesano di Milano, o i preziosissimi verbali dei processi e le denunce custodite nell’Archivio di Stati di Roma, ha stranamente “dimenticato” Messina”.

Poi l’attacco: “Rifuggendo qualsivoglia provincialismo campanilistico, non posso però non criticare aspramente un film che, pur seguendo un ordine cronologico, decide di eluderne una tappa che, per di più, risulta fondamentale sia per l’evoluzione stilistica del Merisi, che per la rivoluzione da essa impressa al successivo svolgimento in senso naturalista della pittura siciliana di tutto il XVII secolo”. A tal proposito, Accorinti cita i due capolavori esposti al Mu.Me, il museo regionale inaugurato il 18 giugno 2017 che “sono considerate dagli storici, a partire da Roberto Longhi – riporta Accorinti – fra i quadri più significativi dell’intera storia dell’arte italiana”: la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei pastori.

Cosa ne conclude Accorinti? Pur concedendo che nel film “non sono ovviamente citate tutte le opere del genio lombardo”, il sindaco attacca a testa bassa, avvertendo il “sapore di un ostracismo culturale da parte di chi la storia la racconta e quindi ne detiene le chiavi di accesso, rispetto al quale non possiamo restare silenti”.

 

 

 

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Giuseppe
Giuseppe
26 Febbraio 2018 10:47

Complimenti Sindaco un intervento puntuale contro l’ennesimo smacco a Messina. Continuiamo ad essere una “citta scartata” dalla grossa stampa nazionale e facciamo notizia solo per la cronica nera, come il caso di Ylenia, però almeno ci facciamo sentire. Sono felice di aver risparmiato le 11 euro del biglietto.

Pippo
Pippo
26 Febbraio 2018 14:05

Io invece i soldi li ho persi e ne sono ancora amareggiato. D’accordissimo con l’azione del sindaco